Bettini e Draghi: ‘Non arriva al 2023’

Goffredo Bettini prevede che il governo Draghi non durerà fino al 2023, ma aggiunge che Mario Draghi è indispensabile per l’Italia. Questo il succo del pensiero che esce dall’intervista dell’esponente dem al Foglio. Bettini però parte dall’attualità, cioè l’intervento del Vaticano sul ddl Zan: “Non mi permetto minimamente di entrare nel merito del pensiero del Santo Padre su questo tema. La Segreteria di stato del Vaticano ha colto alcune contraddizioni, che rispetto ma non condivido. Sarà la politica, nella sua autonomia, a decidere. Ammiro la battaglia condotta dalle forze democratiche. Ammiro, ancora una volta, Monica Cirinnà che è in prima fila per i diritti”.

Inevitabile parlare della corsa al Campidoglio, con Roberto Gualtieri che ha vinto le primarie del Pd: “Gualtieri rappresenta l’insieme del centrosinistra. E’ sobrio, intelligente, di grande autorevolezza internazionale, in grado di recuperare le risorse necessarie alla Capitale: oggi sfigurata e umiliata. Inoltre con Gualtieri si affronterà il vero dramma orizzontale della città: la fatica del vivere. Così diffusa, anche nei ceti medi. Non sono vite, sono scarti di vite. Per rendere diversa Roma, occorrono investimenti sociali ed economici. E qui torna l’utilità di Gualtieri. Dubito che l’esperienza negativa della Raggi, l’egocentrismo autodistruttivo di Calenda, o il populismo straccione di Michetti possano essere un’alternati va seria a Gualtieri sindaco”, chiarisce perentoriamente.

C’è anche una domanda sull’ex premier Conte, di cui Bettini, anche se lo smentisce sempre, è ritenuto uno dei consiglieri: “Conte, per l’esperienza del rapporto che ho avuto con lui, è un uomo pacato, ragionevole, autonomo e fiducioso nei tempi lunghi. Seguo con molta amicizia il suo percorso. Al di là delle chiacchiere, senza il M5s la vittoria del campo progressista è letteralmente impossibile. Conte disegnerà un nuovo profilo del Movimento. Salvando il nucleo innovativo, utile a tutta la politica italiana, e sfrondando definitivamente ogni forma antistituzionale e populista. Non tifo per il peggio, tifo per il meglio”.

La chiusura è su Mario Draghi e sul suo governo e sul futuro politico dell’ex presidente della Bce che molti vedono al Quirinale: “Non sono io la persona più adatta per indicare soluzioni per la presidenza della Repubblica. Intanto c’è Mattarella, al quale va tutta la mia stima. Credo sia difficile che questo governo arrivi al 2023. Potrà tentare alcune riforme indispensabili: Pa, giustizia, fisco. Ma alla fine il carattere eterogeneo dell’alleanza porterà ad una crisi inevitabile. La presenza di Draghi rimane in ogni caso indispensabile. Lo ha dimostrato anche con il ruolo avuto all’ultimo G7. Senza Draghi l’italia affonda. Senza una ripresa della dialettica democratica, la democrazia si snatura. A partire da questi due dilemmi va risolto il problema”, conclude Bettini.

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