Durante la conferenza stampa convocata a seguito della riunione dei dieci ‘saggi’ al Quirinale, il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani e il suo braccio destro Enrico Letta ha dichiarato: “Non al governissimo, è politica nel fortino, sì alla corresponsabilità. Prima di tutto c’è l’Italia”. “E’ necessario un governo di cambiamento per il Paese”. “Se Bersani fosse un ostacolo è a disposizione perché prima di tutto c’é l’Italia”. “C’è profonda preoccupazione per la situazione reale del paese. Il presidente della Repubblica ha fatto quello che doveva e poteva fare: garantire all’Europa e all’Italia una continuità istituzionale”. Ha continuato Bersani a margine dell’incontro con i giornalisti. “Il mio pre-incarico è stato assorbito ma non vado al mare. Io ci sono, non intendo essere un ostacolo ma ci sono”. Pierluigi Bersani risponde così ai giornalisti sullo stato del suo pre-incarico. “Il Movimento 5 Stelle mi pare siamo qui a interpretarlo tra dichiarazioni e smentite” ma resta il fatto che “chi ha avuto il 25% dei parlamentari ha voluto partecipare alla vita parlamentare e non renderla effettiva perché per partire ci deve essere il governo” che loro impediscono. “Sarebbe un governo immobile, la politica in una zattera sempre più piccola in un mare molto agitato. Con Berlusconi abbiamo già un’esperienza alle spalle, il governo Monti e abbiamo già visto l’impasse”. Inoltre il leader del Pd continua ancora e dai microfoni precisa: “Inaccettabile la proposta del Pdl di trattare sul Quirinale”. “La destra vuol scegliere il presidente della Repubblica. Per colle cerchiamo larghissima convergenza”. Riguardo l’ipotesi di ritorno alle urne, il segretario Pd è esplicito: “No a nuove elezioni. La crisi italiana non si risolve andando a nuove elezioni, ma dando governabilità”. E poi ha specificato: “Il ritorno alle urne sembra un’ipotesi disastrosa. Tante parti del Parlamento la pensano così. Il fatto che ci troviamo nel semestre bianco è stata un’ulteriore difficoltà perché può lasciare spazio a equivoci. Non sono pessimista sulla possibilità di fare le riforme”. Inoltre il segretario del Pd si dice pronto ad incontrare Berlusconi in sede istituzionale.
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