Berlusconi. “Con Alfano premier io ministro dell’Economia”

“Mi candido a fare il ministro dell’Economia in un governo guidato da Angelino Alfano”. Lo ha detto l’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, durante un summit con i parlamentari del PdL alla Camera dei Deputati. Il Cavaliere incontrando i suoi parlamentari fa un resoconto dell’incontro avuto poco prima, assieme ad Alfano e Letta, con il premier Mario Monti. Un incontro durato poco più di un’ora e mezza durante il quale lo stato maggiore del Popolo delle Libertà assicura al premier il voto favorevole al ‘pacchetto lavoro’ ma dopo il vertice europeo cambierà la musica. Tanto che parla di ‘sensazione di indeterminatezza’. “Dall’incontro con Monti – ha spiegato Berlusconi – c’é stata la sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l’Italia farà. C’é un orientamento su una misura che prevederebbe un intervento della Bce e del fondo salva-Stati per acquistare i titoli pubblici dei Paesi con uno spread troppo alto ma solo per gli Stati virtuosi quindi si escluderebbero ad esempio Spagna, Grecia e Portogallo. L’Italia invece sarebbe inclusa”. Altre misure non sarebbero state individuate. “Monti si è detto disponibile a continuare ad oltranza l’incontro con i Capi di Stato e di governo per identificare altre misure che al momento non sono state però identificate”. Il Cavaliere sa che nel suo partito monta la protesta contro l’appiattimento del Pdl sui provvedimenti varati dal professore e cerca di tenere a freno quella frangia di deputati prontissimi a staccare la spina al governo tecnico. “Il 75% dei nostri elettori è contrario al sostegno al governo Monti”, sottolinea Berlusconi, ma “adesso andiamo avanti. Vi prego di usare toni consapevoli della responsabilità che in questo momento abbiamo. Se togliessimo la fiducia dovremo preparare gli elettori al voto, oltre allo sconcerto che la crisi creerebbe. Ho parlato con Bruxelles, definiscono ‘catastrofique’ la caduta di Monti”. E volgendo lo sguardo alla prossima consultazione elettorale Berlusconi si dice convinto che “col quaranta per cento si può tornare a vincere. Abbiamo anche la possibilità di un’altra legge elettorale. Stiamo facendo in questi giorni degli incontri con la sinistra che è pure preoccupata di andare al voto con questa legge elettorale. Si potrebbe andare verso una legge proporzionale alla tedesca”.

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