silvio berlusconi
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Processo Mediaset, Pg: infondati motivi legittimo impedimento Berlusconi

E’ iniziato davanti alla sezione Feriale della Suprema Corte, l’udienza del processo Mediaset, nel quale verrà discusso il ricorso presentato dai legali dell’ex premier Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale dalla Corte d’Appello di Milano lo scorso 8 maggio. La relazione introduttiva è svolta dal consigliere Amedeo Franco, la procura è rappresentata dal sostituto procuratore generale Antonio Mura. Il dibattimento dovrebbe concludersi intorno alle 19.00 e riprenderà domani.

“Aspettative e passioni” devono restare fuori dall’aula di giustizia. Questo concetto è stato ribadito dal sostituto procuratore generale della Cassazione Antonello Mura all’inizio della sua requisitoria nel processo per i diritti tv di Mediaset che vede imputato Silvio Berlusconi. Il magistrato che rappresenta l’accusa ha sottolineato: “Non è così inusuale che un processo sia accompagnato da aspettative di vario genere, con grande attenzione da parte dell’opinione pubblica”. E poi, ammettendo di aver fatto una premessa “superflua” per i giudici, il sostituto pg ha aggiunto: “Il mio intervento seguirà uno schema di verifiche della Corte di legittimità e cercherà di restituire quanto più possibile il quadro condiviso da tutta la Procura generale”.

 Pg: infondati motivi legittimo impedimento Berlusconi. Devono essere ritenute infondate le questioni di legittimo impedimento che sono state presentate dai difensori per i diritti tv Mediaset nei giudizi di primo grado e appello. Insomma le ‘scuse’ addotte da Silvio Berlusconi per non partecipare ad alcune udienze del processo Mediaset sono “censure tecnicamente infondate e non ammissibili in questa sede”. Lo ha detto alla requisitoria in Cassazione del processo Mediaset il sostituto procuratore generale Antonello Mura, che ha enumerato le motivazioni addotte alle istanze di legittimo impedimento. “Impegni elettorali, un Consiglio dei ministri, un incontro con il primo ministro di Macedonia, motivi di salute legati ad una patologia oculare”. Mura ha anche ricordato la sentenza della Corte costituzionale 168/2013 che ha risolto un conflitto di attribuzione tra il Tribunale di Milano e il presidente del Consiglio “riconoscendo la legittimità delle valutazioni fatte dal Tribunale” in materia di legittimo impedimento. Anche riguardo la patologia oculare l’accusa ha spiegato che “l’infermità deve essere provata anche con efficacia rispetto a una impossibilità fisica assoluta” a partecipare all’udienza.

Pg: valide accuse evasione anni 2002-2003. “Non ha consistenza” la richiesta degli imputati del processo Mediaset di far dichiarare la nullità “della contestazione suppletiva per gli anni 2002-2003 che ha esteso la originaria imputazione” di frode fiscale “ma non la continuazione con le altre annualità”. E’ il parere del pg della Cassazione, Antonio Mura: “In tema di reato continuato non esiste l’obbligo del pm di procedere a formale contestazione della continuazione la cui valutazione spetta al giudice”, ha proseguito il pg.

Pg: processo ha rispettato regole. “Posso senz’altro affermare che dall’osservazione delle modalità di svolgimento di questo processo le regole di legge sono state rispettate e non c’è  contrasto con i principi del giusto processo”, dice il pg Antonio Mura, nella sua requisitoria al processo Mediaset respingendo le “obiezioni processuali” degli imputati.

Difesa Cav: nessuna richiesta di rinvio. La difesa dell’ex presidente del consiglio non chiederà alla Carta nessun rinvio della sentenza nei confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi. “Da parte nostra non ci sarà alcuna richiesta di rinvio”, dice il professor Franco Coppi che in Cassazione difende, insieme a Niccolò Ghedini, l’ex premier Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. La stessa linea sarà seguita anche dalla difesa del produttore cinematografico egiziano, Frank Agrama. Nessuna richiesta di rinvio sarà presentata dai difensori della ex manager Mediaset, Gabriella Galetto, avvocati Filippo Dinacci e Nicola Mazzacuva, e dalla difesa di Daniele Lorenzano. Per i legali del Cavaliere la decisione della Cassazione dovrebbe arrivare “domani sera o più probabilmente giovedì”. “Puntiamo ad annullamento radicale della sentenza di condanna”, ha dichiarato il professor Franco Coppi, difensore dell’ex presidente del consiglio.

Sentenza attesa per domani sera o giovedì. La sentenza della Cassazione sul processo Mediaset potrebbe arrivare tra domani sera e giovedì A renderlo noto, il professor Franco Coppi, nel corso di una pausa dell’udienza del processo Mediaset in corso in Cassazione. Intervistato dai giornalisti in una pausa dell’udienza, il professor Coppi ha spiegato che parlerà per circa un’ora per l’arringa difensiva, e che il suo intervento è previsto alla fine degli interventi dei difensori. Coppi si aspetta poi che la requisitoria del pg, Antonio Mura, duri almeno un paio d’ore. Per questo il difensore di Silvio Berlusconi, facendo una valutazione sui tempi, ritiene che la sentenza arrivi “domani sera o addirittura giovedì”.

Nessuno dei difensori degli imputati del processo Mediaset chiederà il rinvio dell’udienza in calendario per oggi e che sta per cominciare. Lo hanno confermato tutti i difensori dei quattro imputati tra i quali l’ex premier Silvio Berlusconi. Il processo, dunque, dovrebbe arrivare a decisione tra domani e dopodomani.

Le ipotesi in campo. Tre sono le ipotesi in campo: conferma dei 4 anni di reclusione e dei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, assoluzione, annullamento delle condanne con rinvio a un nuovo processo d’appello. In caso di conferma della condanna, tre dei quattro anni sarebbero condonati dall’indulto del 2006 (la presunta frode fiscale riguarda gli anni 2002-2003) e Silvio Berlusconi, per l’anno residuo, non andrebbe in carcere perché potrebbe richiedere ed ottenere dal Tribunale di Sorveglianza la misura alternativa al carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali, o perché (come lui stesso ha spiegato in un colloquio con il giornale ‘Libero’) avendo superato i 70anni di età potrebbe godere degli arresti domiciliari. Più complessa l’eventuale condanna a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici: questa fattispecie lo potrebbe far decadere da parlamentare e, nel caso si tornasse alle urne, gli impedirebbe di candidarsi nel caso in cui la giunta per le immunità del Senato, prima, e l’Aula di palazzo Madama voterebbero la decadenza dalla carica parlamentare. La Cassazione potrebbe anche emettere una sentenza di annullamento secco o parziale. Nel primo caso Silvio Berlusconi sarebbe assolto in via definitiva. Nel caso di annullamento parziale la Corte rinvierebbe le carte in Corte d’Appello, per aver ravvisato un vizio procedurale o di formale nel precedente grado di giudizio, ordinando un altro processo su specifici punti che verrebbe celebrato davanti ad un collegio diverso da quello che già si è espresso sul Cavaliere. Non è escluso poi un rinvio della sentenza a settembre che potrebbe essere il preludio di un successivo annullamento ‘secco’.

Gli atti del processo dovrebbero rimanere in mano alla sezione Feriale alla quale sono stati assegnati per l’imminente prescrizione anche se la difesa di Silvio Berlusconi o di uno degli altri tre imputati del processo chiedesse un rinvio dell’udienza. Una notizia che, come riporta l’Ansa, si apprende da fonti della Suprema Corte che rilevano come i termini della prescrizione non consentano un rinvio oltre metà settembre, data nella quale si conclude il lavoro della sezione Feriale. Il fascicolo, dunque, non dovrebbe tornare alla Terza sezione penale competente per i reati tributari come quelli di frode fiscale per i quali l’ex premier è stato condannato.

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