Beneficenza, il super regalo del principe saudita

L’Emiro al-Walīd bin Ṭalāl bin Abd al-Azīz Āl Saūd è un imprenditore multimiliardario saudita. Più conosciuto con il nome di Principe Al-Waleed è un membro della famiglia reale saudita ed è l’uomo più ricco del suo paese, l’uomo più ricco del mondo arabo e il trentunesimo uomo più ricco del mondo, secondo la rivista statunitense Forbes con un patrimonio di 22.6 miliardi di dollari americani. Ha accumulato la sua immensa fortuna grazie a fruttuosi investimenti, compresi alcuni in campo petrolifero. Grazie a questo tipo di attività e al suo fiuto per gli affari è soprannominato “Il Warren Buffett d’Arabia“. La sua società-madre si chiama Kingdom Holding Company, ha sede in Arabia Saudita è una delle più grandi e potenti holding del mondo, possiede o ha posseduto quote azionarie di moltissime società ed è presente in tantissimi rami d’affari. L’Emiro al-Walid è figlio di Talal bin Abd al-Aziz Al Sa’ud, quindi è nipote di Abd al-Aziz dell’Arabia Saudita, il fondatore del regno saudita. Inoltre sua madre è Mona al-Sulh, figlia di Riyad al-Sulh importante figura politica del Libano e Primo ministro di quel paese al momento dell’indipendenza. Nonostante egli sia stretto parente del defunto re Abd Allah dell’Arabia Saudita, ha sempre rifiutato di far parte del mondo della politica del suo paese, preferendo occuparsi di affari. La sua carriera è cominciata nel 1979, con investimenti di piccola entità, per poi aumentarne sempre di più la portata, espandendosi nelle banche del suo paese e in seguito facendo acquisti di consistenti pacchetti azionari in importanti società come AOL, Apple, Worldcom, Motorola, News Corporation, Fininvest ed altre. Il principe al-Walid è coinvolto in numerose attività caritatevoli in tutto il Vicino Oriente, Asia e Africa. Si dice che doni circa 100 milioni di USD l’anno in attività benefiche, la maggior parte delle quali per le strutture educative, nel tentativo di colmare il divario culturale e soprattutto sanitario tra il mondo arabo e il mondo occidentale Nel suo ufficio all’ultimo piano della Kingdom Tower, il grattacielo più bello di Ryad, tutto ricorda l’immensa ricchezza del principe Waleed Bin Talal e ci sono le foto dei suoi incontri con gli uomini più importanti del mondo, i loghi delle tante società di cui è proprietario o azionista, le riviste delle copertine più prestigiose a lui dedicate. E i modellini dei suoi aerei privati, primo fra tutti il Boeing 747 con i rivestimenti d’oro. L’uomo che da decenni ama stupire il mondo con la sua immensa ricchezza ieri ha lasciato ancora una volta tutti a bocca aperta, e non con l’ennesimo acquisto miliardario ma annunciando che nel giro di qualche anno donerà in beneficenza il suo intero patrimonio personale, valutato dall’agenzia specializzata Bloomberg in oltre 30 miliardi di dollari. “Il mio dono andrà a Paesi musulmani e non    e sarà usato usati in diversi campi, dal dialogo interculturale alla cura di malattie, per far arrivare energia elettrica nelle zone più remote, costruire orfanotrofi e scuole e per sostenere i diritti delle donne. Bin Talal ha spiegato che la donazione non influirà nelle attività della Kingdom Holding, la società che controlla al 95% e tramite la quale detiene partecipazioni in colossi come Four Seasons, Twitter e Citigroup e darà via la sua ricchezza da privato cittadino. Con la mossa di ieri, Bin Talal si mette al passo con i più grandi miliardari del mondo. Negli ultimi anni, donare parte del proprio patrimonio in beneficenza sembra essere diventata una moda. Bill Gates e Warren Buffet hanno aperto la strada, seguiti da Mark Zuckerberg e Michael Bloomberg. Lo stesso Bin Talal ha già versato più di tre miliardi di dollari alla fondazione benefica del patron di Microsoft, ma la donazione dell’intero patrimonio personale di uno degli uomini più ricchi del mondo supera tutto. I critici potrebbero dire che non ci vorrà molto al principe per riprendersi perchè solo nel 2014 la sua ricchezza è aumentata del 12,7% rispetto all’anno precedente. “Spesso mi chiedono perché non mi ritiro. La risposta è che mi diverto così. Anzi, siamo solo all’inizio”. Ricominciare da zero, o quasi, è una sfida degna di lui.

Cocis

 

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