C’è qualcosa di straordinariamente familiare e al tempo stesso poetico, a tratti angosciante in “Believe It!”, la nuova commedia di Roberta Skerl diretta da Vanessa Gasbarri, in scena al Teatro Roma dal 16 al 26 ottobre 2025. È una di quelle opere capaci di far ridere e pensare nello stesso istante, di portare in scena la vita vera — con le sue crepe, le sue fragilità e i suoi piccoli miracoli.
La trama ruota attorno a una famiglia qualsiasi, e proprio nella cura minuta dei dettagli scenici e psicologici risiede la forza dello spettacolo. Vanessa Gasbarri costruisce scene fitte di sfumature: ogni oggetto, ogni pausa e ogni sguardo contribuiscono a definire il mondo dei personaggi.
Alessandro Salvatori (Elia) sorprende per la precisione nella costruzione del personaggio: microgesti, una postura che muta con le emozioni e una mimica del viso che traduce subito i pensieri più nascosti. La sua sofferta presenza in scena è resa credibile da piccole scosse corporee — segni efficaci della stanchezza e della tenacia di un uomo che non si arrende.
Veronica Milaneschi (Sara) lavora il ruolo con intelligenza e sottrazione. La sua espressività è composta ma eloquente: uno sguardo, un lieve tremito della mano, una smorfia appena accennata bastano a rivelare pensieri non detti. È nella finezza dei dettagli che la sua interpretazione colpisce, capace di passare dalla fragilità al riscatto in un battito.
orenza Guerrieri (Elvira) è una presenza che illumina il palco. Ogni battuta è accompagnata da una gestualità calibrata e da una mimica calorosa che rende la nonna autentica e indimenticabile. La Guerrieri trova nella leggerezza dei movimenti e in un sorriso sfuggente la verità del personaggio: saggezza e humour si fondono in un continuo gioco di rilanci emotivi.
Nei ruoli dei figli, Francesca Bruni Ercole (Serena) e Gabriel Durastanti (Mirko) offrono due ritratti giovanili credibilissimi. Francesca costruisce Serena con un lavoro sul viso e sul respiro che ne enfatizza l’ossessione per il piccolo schermo e l’interiorità; ogni cambio d’espressione racconta speranze e vuoti. Gabriel, invece, è un esercizio di imprevedibilità calibrata: il suo corpo racconta irruenza e fragilità insieme, con scatti, pause e sguardi che spiegano più delle parole.
Andrea Carpiceci (Tullio) e Pietro Becattini (Dottor Soltz) arricchiscono la tavolozza con caratterizzazioni nette e vivaci: Carpiceci gioca con la fisicità comica senza forzature, Becattini costruisce un carisma eccentrico che trova il suo senso anche nei dettagli — un sorriso, una posa, una cadenza vocale che restano impressi.
La scenografia e le musiche di Momo non sono solo sfondo, ma elementi attivi che dialogano con gli interpreti: i cambi di luce accompagnano micro-gesti, i suoni sottolineano pause e rivelazioni. Questa sinergia valorizza ulteriormente il lavoro degli attori, che mostrano una disciplina attoriale notevole nel rispettare tempi e spazi scenici.
Il testo di Roberta Skerl, come nella sua migliore tradizione, alterna toni leggeri e momenti di riflessione profonda. “Believe It!” non si limita a raccontare una storia: diventa specchio di un’umanità vera, fatta di errori, risate, paure e desideri. Qui la recitazione è al servizio del personaggio: non ci sono sovraccarichi, ma un’attenzione meticolosa al dettaglio che rende ogni figura riconoscibile e complessa.
Alla fine dello spettacolo resta addosso un senso di riconciliazione, una dolce malinconia che invita a credere — non nei miracoli straordinari, ma in quelli che ogni giorno ci permettono di rialzarci e ricominciare.
“Believe It!” è una commedia che emoziona, diverte e tocca corde autentiche. Un piccolo miracolo teatrale costruito su gesti minimi, sguardi e un’entusiasmante mimica corale.
Fabio Asaro
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