C’erano serate, un tempo, che restavano scolpite nella memoria collettiva di una città, il concerto che Beatrice Rana ha tenuto al Teatro dell’Unione di Viterbo la sera di sabato 20 settembre rientra a pieno titolo tra queste. Davanti a un pubblico numeroso e partecipe, la celebre concertista ha trasformato il palcoscenico in un laboratorio poetico e visionario, dove la tradizione si è fusa con l’estro interpretativo, la disciplina con l’emozione.
In apertura di serata, il direttore artistico del Festival della Tuscia, Massimo Spada, ha sottolineato la natura speciale di questo appuntamento. Presentando il programma, ha ricordato come Les Études di Debussy rappresentino un banco di prova tra i più ardui e affascinanti del repertorio pianistico: “Ogni studio – ha detto – non è soltanto un esercizio tecnico, ma un piccolo mondo espressivo, un viaggio che mescola astrazione e immediatezza emotiva”. Spada ha poi introdotto il Quintetto di Schumann: “Opera ardente e appassionata, capace di alternare leggerezza e profondità, un capolavoro che celebra la bellezza della musica da camera e il suo spirito collettivo”.
Il recital si è aperto quindi con Les Études del Secondo Libro di Debussy, terreno insidioso per qualsiasi pianista, ma occasione perfetta per Beatrice Rana di mettere in mostra la sua lucidità analitica unita a un tocco lirico e trasparente.
La varietà di colori, dalle trame liquide dell’Étude pour les arpèges composés ai contrasti netti dell’Étude pour les accords, ha rivelato non solo un virtuosismo impeccabile, ma una capacità rara di far emergere il carattere di ogni studio come piccolo universo a sé. L’acustica raccolta del Teatro dell’Unione ha restituito con chiarezza ogni sfumatura dinamica, avvolgendo il pubblico che ha assistito in un silenzio quasi religioso.
La seconda parte del concerto ha visto la pianista affiancata dal quartetto d’archi formato da musicisti d’eccellenza come Andrea Obiso (violino), Andrea Cicalese (violino), Giuseppe Russo Rossi (viola) ed Ettore Pagano (violoncello). Insieme hanno dato vita al Quintetto in mi bemolle maggiore Op. 44 di Robert Schumann, pagina monumentale del Romanticismo cameristico.
Da subito il clima il clima è stato pervaso da un’energia trascinante, con un dialogo serrato fra pianoforte e archi, che ha messo in luce la complicità e l’equilibrio del gruppo. Ci sono stati momenti malinconici accanto ad attimi vibranti e incalzanti che hanno sollevato l’entusiasmo del pubblico, i cinque musicisti hanno saputo intrecciare con maestria un gioco di tensioni e risoluzioni che ha conquistato una platea appassionata.
Al termine del concerto un’autentica ovazione ha salutato gli artisti, le chiamate al palco si sono ripetute più volte, a testimonianza della gratitudine della platea viterbese per una serata che ha unito rigore e passione, intimità e slancio collettivo. Come bis è stato eseguito uno dei movimenti del Quintetto di Schumann apprezzato con vivo calore dal pubblico.
Inserito nel cartellone del Festival della Tuscia 2025, questo appuntamento ha confermato come la rassegna stia diventando un punto di riferimento non solo per la città di Viterbo, ma per tutto il panorama musicale nazionale. Portare un’artista del calibro di Beatrice Rana al Teatro dell’Unione significa proiettare la città in un circuito culturale internazionale, valorizzando al contempo un gioiello architettonico che continua a vivere grazie alla musica.
Il Festival della Tuscia propone un cartellone ricco di interessantissimi eventi che saranno in scena fino al 12 di ottobre in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi del territorio, da seguire, godere e condividere.
Beatrice Rana in Concerto
Teatro dell’Unione – Viterbo
ore 20:30
Concerto con
Beatrice Rana Pianoforte
Andrea Obiso Violino
Andrea Cicalese Violino
Giuseppe Russo Rossi Viola
Ettore Pagano Violoncello
PROGRAMMA
Debussy:
Études per Pianoforte, Secondo Libro, L136:
Étude 7 pour les degrés chromatiques
Étude 8 pour les agréments
Étude 9 pour les notes répétées
Étude 10 pour les sonorités opposées
Étude 11 pour les arpèges composés
Étude 12 pour les accords
Robert Schumann:
Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte e archi, Op. 44:
Allegro Brillante
In modo d’una Marcia, un poco Largamente
Scherzo: Molto Vivace
Finale: Allegro ma non Troppo
FESTIVAL DELLA TUSCIA
da un’idea di Vittorio Sgarbi
IV Edizione “La Leggerezza”
Dal 19 settembre al 12 ottobre 2025
Viterbo, Gallese, Ischia di Castro, Bassano Romano, Bolsena, Vitorchiano, Vallerano, Sutri
Direzione Artistica: Massimo Spada
www.festivaldellatuscia.it
ph.@flavio_iannello

Loredana Margheriti
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.


