Banche. Risparmiatori truffati: ok al doppio binario

Doppio binario. E’ questa la formula che il governo utilizzerà per rimborsare i risparmiatori che hanno perso il loro risparmi nei crac bancari. Ma è, soprattutto, la vittoria del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, grazie all’aiuto del premier Giuseppe Conte che nel suo ruolo di mediatore è riuscito a conciliare le posizioni nella maggioranza con le richieste dell’Ue. Tutto questo nonostante l’insistenza del vicepremier Luigi Di Maio sul tema. “No all’arbitrato – aveva detto da Verona al Vinitaly – perché passeranno mesi e mesi e io non voglio”.

“Ha vinto la linea dei truffati, non c’è una linea Tria, Conte o Bruxelles”, sottolinea Conte, parlando dell’incontro con i risparmiatori a chi gli chiedeva se avesse vinto la linea Tria. “Abbiamo fatto passi avanti, è una soluzione innovativa, mai applicata. Se va bene così si procede”, ha poi aggiunto definendo quello di oggi con i risparmiatori “un incontro franco, sereno e aperto, abbiamo spiegato loro il percorso, prospettato loro le soluzioni”. Una di queste “consentirebbe una modalità molto efficace e rapida di erogazione degli indennizzi, con distinzioni sopra e sotto la soglia” Isee prevista. Una erogazione “ampia a una platea del 90% dei risparmiatori, mentre per il 10% non è previsto un arbitrato ma modalità con commissione tecnica”.

Una vittoria a metà per i risparmiatori perché per ora è stato tutto annunciato a voce e documenti ufficiali non se ne sono visti ancora. Ora l’attesa è per i decreti attuativi che verranno firmati dai tecnici del Mef e che modificheranno la legge di Bilancio, nella quale era stato definito il fondo con 1,5 miliardi di euro.

Al tavolo con le associazioni Conte ha presentato la proposta ‘Tria’ che prevede il doppio binario: un accesso automatico ai rimborsi tramite il Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir), al quale si potrà accedere se si possiede un patrimonio immobiliare inferiore ai 100mila euro al 2018 oppure con un reddito imponibile inferiore ai 35mila euro lordi sempre nel corso dello scorso anno. Chi rimarrà fuori da questi parametri dovrà invece passare per un arbitrato rapido, che attraverso la tipicizzazione dell’illecito, contrattuale o extra contrattuale, definirà l’eventuale rimborso.

Rispetto a quanto ipotizzato nelle scorse settimane, le vere novità sono nell’allargamento della platea degli indennizzi diretti con il passaggio dall’Isee al reddito imponibile e nella tipicizzazione degli illeciti per accelerare l’arbitrato. Per quanto riguarda invece le restanti ‘voci’, nulla cambia: ai risparmiatori azionisti verrà riconosciuto il 30% di quanto perso, agli obbligazionisti subordinati il 95%. Stesso trattamento per chi passerà attraverso l’arbitrato ma chiaramente con tempi allungati. Secondo i numeri del Mef, almeno il 90% del totale di circa 200mila risparmiatori passerà per gli indennizzi diretti. Sono cifre che non convincono le associazioni ma che a oggi non possono essere ‘smentite’ perché per queste ultime non è semplice calcolare i redditi e i beni immobili di tutti i coinvolti.

Le stesse percentuali di rimborso per chi passerà per l’arbitrato e chi no è uno degli aspetti che non ha convinto del tutto le associazioni, che da tempo chiedono percentuali più elevate per gli azionisti che passano attraverso l’arbitrato, ad esempio all’80% sia in caso di azionista, riducendo – seppure di poco – quelle degli obbligazionisti. Ma ora si aspettano i decreti attuativi per avviare l’iter dei rimborsi.

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