Ballottaggio Pd: tensione e caos a Bologna

Che non fosse una giornata tranquilla in via Boldrini, all'unico ufficio elettorale in cui ci si può iscrivere al ballottaggio per le primarie, lo sapevano tutti. Ma stamattina c'è stato spazio addirittura per qualche lite. La decisione del comitato di interpretare in maniera ferrea l'esigenza di una giustificazione sta creando tensioni con il popolo del Pd che chiede di poter votare al secondo turno.

Luca, 31 anni,ha lasciato l'ufficio senza presentare la domanda perché non è stato in grado di fornire una giustificazione per i 21 giorni in cui era possibile registrarsi al primo turno: “Avrei votato Renzi, mi dispiace”, ha detto abbandonando la sede del Pd. Il comitato ha deciso che risponderà entro le 20 di sabato solo ai nuovi elettori che sono stati accettati, mentre tutti gli altri non riceveranno risposta.

Una signora dopo aver saputo le modalità di registrazione ha lasciato l'ufficio dicendo “Viva la democrazia”. Ma la tensione è cresciuta soprattutto quando una signora si è sfogata con un responsabile dell'organizzazione del partito. “Queste regole sono assurde, siamo all'assurdo. Domenica ero con mio marito dai miei figli a Milano per motivi personali, devo venire qui a dare una giustificazione come se fossi un bambino deficiente. Mi trema la voce vorrei vivere in un paese democratico e se non lo è per primo il mio partito non so che fare”. Un'altra signora ha rincarato la dose: “Sono schifosi, non vogliono che votiamo Renzi”.

Nello Boni

 

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