Austrian police on standby as left activists and anarchists protesters rally against the Austrian government's planned re-introduction of border controls at the Brenner pass, Italy-Austria, 07 May 2016. EPA/CHRISTIAN BRUNA

Austria, se serve chiudiamo il Brennero il 24 ore

Nuovo altolà dell’Austria sul fronte migranti. Se il numero dei migranti illegali verso l’Austria aumenta ancora,  ha detto il ministro dell’Interno austriaco Wolfgang Sobotka alla Bild,   chiudiamo il confine al Brennero. Nel giro di 24 ore possiamo chiudere il confine e realizzare controlli severi con i nostri soldati. La cooperazione fra sedicenti soccorritori e la mafia dei trafficanti deve finire, ha aggiunto. Dobbiamo impedire che sedicenti soccorritori entrino nelle acque territoriali della Libia e prendano i profughi direttamente dai trafficanti. L’obiettivo di Sobotka è chiudere la rotta del Mediterraneo e porre una fine al traffico con le barche dal Nordafrica, già nelle acque territoriali della Libia.

La cooperazione fra sedicenti soccorritori e la mafia dei trafficanti deve finire. Dobbiamo impedire che sedicenti soccorritori entrino nelle acque territoriali della Libia e prendano i profughi direttamente dai trafficanti.   L’obiettivo di Sobotka è chiudere la rotta del Mediterraneo e porre una fine al traffico con le barche dal Nordafrica, già nelle acque territoriali della Libia.

La replica italiana non tarda ad arrivare. L’Italia,   dice al telefono con l’Ansa il vice ministro agli Esteri Mario Giro.   non ha nessuna intenzione di compiere mosse unilaterali sulla crisi dei migranti ma Vienna deve abbassare i toni perché non si possono mettere a rischio i rapporti tra gli Stati a causa di polemiche pre-elettorali. (in Austria si vota il 15 ottobre, ndr).

Giro, che spiega di parlare a nome del governo, definisce inoltre surreali le minacce sul Brennero: ‘Non c’è nessun aumento del numero dei migranti, come loro stessi hanno dichiarato più volte’.

Ho già sentito la minaccia e non è successo nulla. La politica non si porta avanti con le minacce, dice la presidente della Camera Laura Boldrini, che non risolvono i problemi, nè con le chiusure o con i militari. E’ deprimente”.

Nel 2030,   spiega,  la Nigeria, che oggi ha 200 milioni di abitanti, sarà più popolosa degli Usa. E’ miope pensare di risolvere il problema così, con chiusure e carri armati. Queste misure accendono solo la paura, alzano l’asticella della disumanità ed aumentano la tensione ed il conflitto sociale. La soluzione non sono le chiusure, i carri armati, l’interdizione ai porti o lo sbarramento nelle acque libiche, il che è inutile e contrario al diritto internazionale. Bisogna lavorare al sistema della relocation.

 

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