Atlantia è decotta: la società minaccia di fare causa a Di Maio

 

È guerra totale su Atlantia. Di Maio contro la società, che risponde. Mentre rimane sempre alto lo scontro tra la Lega e M5s sul ruolo che la concessionaria autostradale dovrebbe avere nella partita di Alitalia. «Atlantia è decotta, non può essere coinvolta», dice il vicepremier che a Borsa aperta spiega anche il perché: «Se abbiamo detto a Genova che revocavamo le concessioni autostradali, il giorno in cui in maniera coerente lo faremo quell’azienda perderà valore in Borsa. Se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche agli aerei».

Pronta la replica della società che parla di «grave danno reputazionale» e di «dichiarazioni che perturbano l’andamento del titolo», tanto da «riservarsi di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela».

Le opposizioni, da Pd a Forza Italia lamentano il rischio di turbare i mercati e chiedono l’intervento della Consob, che comunque già da giorni segue con attenzione l’andamento del titolo che, dopo lo scossone di ieri, oggi ha chiuso poco mosso (-0,26%) Ma il duello è continuo anche all’interno della maggioranza, con un botta e risposta tra il ministro dei trasporti Danilo Toninelli e il titolare del turismo Gian Marco Centinaio che intervengono ad una stessa iniziativa delle Fs ma appaiono comunque plasticamente lontani. Di certo il tempo stringe e si guarda ormai alla possibile mediazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte per uscire dall’empasse, come già accaduto su altri dossier.

«Hanno messo un veto su Atlantia? Mi portino un’alternativa», chiede il ministro Centinaio, che avverte: «Non si governa con i no, si governa dicendo ‘no perché ho quest’altra proposta’, allora ce la mettano sul tavolo». Parole che innescano uno scambio a distanza ravvicinata con il collega di governo, il titolare dei trasporti grillino Toninelli. «Centinaio sa perfettamente che le soluzioni stanno arrivando. Ci stiamo lavorando», risponde incalzato dai cronisti Toninelli, che gela la Lega chiarendo che finora l’ipotesi Atlantia «non è mai esistita» (la società non ha infatti presentato alcuna offerta formale, mentre sul tavolo ci sono la proposta del presidente della Lazio Claudio Lotito e l’interesse concreto del Gruppo Toto).

C’è però un altro aspetto che non va giù al M5s, che continua a ribadire che concessione e Alitalia sono due cose slegate: «Non vorrei che la Lega facesse l’avvocato dei Benetton», rincara Toninelli, che sulla revoca della concessione sta attendendo il parere della commissione giuridica indipendente. La controreplica arriva a stretto giro sempre da Centinaio: l’importante è che arrivi «qualcuno con un piano industriale serio» e «dire no a priori senza alternativa diventa rischioso». In attesa che la politica risolva la querelle, Fs, che da novembre coordina il lavoro sulla newco per la nuova Alitalia (manca ancora da coprire il 40%, accanto al 30% di Fs e il 15% rispettivamente di Delta e Tesoro), guarda alla prossima scadenza del 15 luglio. Che però potrebbe anche non essere l’ultima. «Non lo sappiamo, aspettiamo il 15», risponde l’a.d. Gianfranco Battisti: «Aspettiamo la scadenza del 15 per vedere a che punto siamo». Nel caso arrivasse una quinta proroga, però, secondo fonti vicine alla trattativa, difficilmente si andrebbe oltre la fine di luglio. Sullo sfondo c’è sempre Lufthansa, che potrebbe tornare in campo come alternativa al progetto Fs-Delta-Mef.

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