Associazione Stampa romana, i temi per l’Assemblea generale degli iscritti, il 28 marzo nella sala della Promoteca in Campidoglio

Associazione Stampa romana in  ‘Temi per l’Assemblea generale degli iscritti’ il 28 marzo prossimo  nella  sala della Protomoteca in Campidoglio sui temi del giornalismo, sindacato, crisi dell’occupazione e previdenza, per una giornata di condivisione di idee, esperienze e proposte.

Compito del sindacato è agire nell’interesse e a beneficio dei colleghi. La crisi che stiamo attraversando è alimentata anche dal convincimento di molti che il sindacato non assolva più al suo ruolo, nonostante spesso gli stessi colleghi delusi si rivolgano al sindacato in extremis, quando situazioni aziendali o individuali sono ormai compromesse.
Noi siamo convinti che si debba ricomporre questa cesura, innegabile, che ha un riscontro nel progressivo calo degli iscritti, con il rischio che si arrivi ad un più radicale stallo. L’Associazione che, anche a causa di questa disaffezione dei colleghi, in questo periodo ha dovuto far fronte a difficoltà nella gestione degli ultimi bilanci, chiama gli iscritti e i colleghi in generale a un contributo attivo, attraverso un confronto aperto e trasparente sulle scelte future che ci attendono. E’ necessaria una rinnovata mobilitazione che veda i colleghi protagonisti delle scelte dell’intera categoria: il rinnovo del contratto, l’occupazione, la lotta alla precarietà e allo sfruttamento selvaggio del lavoro non dipendente, la riqualificazione professionale, la tutela della previdenza.

La crisi dell’informazione a Roma e nel Lazio

Il quadro della produzione dell’informazione a Roma e nel Lazio è in costante degrado. Gli stati di crisi in aziende piccole e grandi, in tutti i comparti, dall’emittenza locale alle agenzie di stampa e ai quotidiani e le minacce perfino all’insediamento produttivo dei grandi network televisivi, si traducono in un drammatico impoverimento del mercato del lavoro. Questo scenario indirettamente crea un attacco costante da parte degli editori anche agli istituti del contratto nazionale, che viene depauperato sia attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali sia con la sempre più frequente richiesta di ridimensionamento di alcune sue voci. La stessa agibilità sindacale in molte realtà viene messa in discussione e la scelta di impegnarsi nei Comitati di redazione sta diventando sempre più sofferta per i colleghi.

Il rinnovo del contratto

L’Associazione Stampa romana ha da tempo varato una sua proposta per la difesa e l’innovazione del contratto nazionale. Un documento, da tempo trasmesso alla Fnsi, che tiene conto della crescita fondamentale dell’occupazione con le proposte sui collaboratori e sul loro ingresso nel contratto, difende posti di lavoro e salari dei dipendenti, spinge per la creazione di un albo degli editori, utile anche per le sovvenzioni pubbliche, crea un fondo antiquerele per i non subordinati, articola le redazioni in modo ‘social’, riequilibra i poteri del direttore e quelli dei comitati di redazione in un gioco di pesi e contrappesi, lavora sulla formazione continua per saldare le fratture generazionali, sfrutta le reti che consentono il lavoro in remoto senza riduzione di stipendio e mansioni, concilia tempi di lavoro e di vita, chiede un intervento del governo su leggi che scontano rughe profonde come la 416, da riscrivere nei criteri per la maturazione dei diritti e per non affossare l’Inpgi.

Precarietà e lavoro non dipendente

Lo scenario è particolarmente preoccupante per i colleghi non contrattualizzati, che vivono di un lavoro sempre più frammentario e inconsistente sul piano delle tutele e della esiguità incostituzionale dei compensi, oltretutto troppo spesso corrisposti con ritardi ingiustificati. Tutto questo non solo crea un oggettivo dissesto per l’equilibrio e la tenuta del welfare di tutti i giornalisti e per il bilancio dell’INPGI, ma segnala una ingiustizia sociale ed economica che mina l’identità e la dignità della professione da ogni punto di vista e che un sindacato non può in alcun modo ignorare.

Legge sull’editoria e previdenza

Alla luce di tale quadro generale il percorso attuativo della nuova legge sull’editoria sarà dirimente nel determinare la qualità e il destino di altri fondamentali passaggi per il futuro della categoria. Il ruolo del sindacato dovrà essere centrale e incisivo nel disciplinare sia la materia dei contributi pubblici sia quella dei prepensionamenti. A maggior ragione se teniamo presente che la recente riforma dell’Inpgi, caratterizzata dall’innalzamento dei requisiti previdenziali, da ulteriori e pesanti interventi sulla contribuzione e sulle prestazioni pensionistiche e assistenziali, rischia di ingessare ancora di più l’occupazione penalizzando i colleghi più giovani, oltre ovviamente a quelli che si apprestano a lasciare il lavoro dopo decenni di attività professionale.

Le difficoltà e il rilancio di Stampa romana

In questo contesto l’Associazione Stampa romana affronta difficoltà economiche che possono limitarne il campo d’azione. Lo dimostrano la sofferta vertenza con i dipendenti ora chiusa nonostante permangano criticità. Non può essere sottaciuto neppure il gravoso onere dell’affitto della ‘storica sede di Piazza  della Torretta’ che potrebbe costringerci a un trasferimento comunque problematico. Questi costi ci impongono una vigilanza costante e decisioni che dovremo condividere per il bene generale, oltre a un nuovo impegno, che non può essere limitato agli organismi dirigenti, per un rilancio reale del tesseramento.

Stampa romana è patrimonio di tutti: obiettivi condivisi sono il rilancio dell’azione sindacale, della partecipazione delle giornaliste e dei giornalisti alle sue scelte strategiche, la crescita dell’occupazione regolare. L’assemblea generale degli iscritti avrà il compito di indicare il percorso per conseguirli.

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