Assegno unico per i figli a carico, l’ipotesi del Governo

Nella maggioranza prende quota l’ipotesi di accelerare il percorso di una misura inserita nel programma di governo, ma di cui finora si è parlato meno: l’assegno unico per le famiglie. Un intervento a sostegno della natalità che verrebbe introdotto con la prossima legge di Bilancio in modo da farlo partire nel 2020, e che si affianca ad un altro provvedimento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi: quello di “azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micro nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno”, come ha annunciato il premier Conte nel suo discorso di lunedì.

 L’idea prevede che per ogni figlio a carico venga riconosciuto un assegno unico di massimo 240 euro fino a quando compie 18 anni. Importo che scende a un massimo di 80 euro tra i 18 e i 26 anni. Le cifre indicate sono quelle massime, l’importo effettivo verrebbe calcolato in base al reddito dei genitori secondo una scala da definire. Se il reddito dei genitori supera i 100 mila euro l’anno l’assegno non è dovuto.

Secondo il Corriere della Sera, l’idea è quella di partire da chi è senza lavoro o dagli incapienti, cioè dalle persone che dichiarano meno 8mila euro l’anno. Infatti nel programma di governo, nella parte in cui si parla dell’assegno unico, si promette “particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche”.

 Per trovare le risorse necessarie verrebbero riassorbiti tutti i bonus già esistenti a sostegno delle famiglie con figli, che attualmente hanno un valore complessivo di 23 miliardi di euro. A partire dagli assegni familiari, che si trasformano in una piccola detrazione in busta paga. Sarebbe un modo per risolvere una serie di distorsioni che caratterizzano le misure in campo oggi.

Per far andare a regime l’assegno unico servirebbero poco più di 3 miliardi aggiuntivi ogni anno per i prossimi tre anni.

Tutte le misure destinate alle famiglie valgono 23 miliardi. Ci sono gli storici assegni al nucleo familiare, istituiti con la legge 153/1988, che contano più di quattro milioni di beneficiari e valgono 4,2 miliardi di euro all’anno (Rediconto sociale 2017 dell’Inps); il premio alla nascita di 800 euro  alle neo-mamme, attivo dal 2017, che finora ha liquidato 961mila quote per un totale di 768,6 milioni in meno di tre anni; le detrazioni fiscali per i figli a carico e quelle meno ‘incisive’ sulle spese per le attività sportive e l’istruzione dei ragazzi; infine il bonus nido  e il bonus bebè, potenziati con l’ultima legge di Bilancio e la conversione del Dl fiscale 119/2018”.

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