Arriva quinto all’olimpiade e si suicida per il fallimento

Il ct della nazionale femminile russa di pallavolo, Sergei Ovchinnikov, 43 anni, è stato trovato morto mercoledì mattina in una camera d’albergo a Parenzo, nel nord della Croazia. Lo ha annunciato il presidente della Federvolley, Alexander Yaremenko, spiegando: “Non conosciamo ancora i dettagli. Al momento posso solo confermare che è morto”. Secondo il quotidiano croato Jutarnji list conferma che diversi indizi lasciano pensare a un suicidio, di fatti sarebbe stato trovato impiccato nella sua stanza, al quarto piano. Ovchinnikov, che allenava anche la Dinamo Mosca, con cui si trovava in Croazia per la preparazione della stagione, era reduce dalla deludente prestazione delle russe alle Olimpiadi di Londra 2012: la nazionale di Mosca si era classificata soltanto quinta. Due colleghi di Ovchinnikov, Vladimir Alekno della nazionale maschile e l’amico Vladimir Kuzjutkin, hanno confermato che l’uomo era rimasto particolarmente avvilito dal risultato olimpico. E Kuzjutkin ha lasciato intendere che il suicidio è più che probabile: “Tutto questo è così stupido. Era il mio amico, il mio collega. Nessuno ha mai detto qualcosa contro di lui. All’inferno il risultato olimpico…”.

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