Arcelor Mittal, depositato l’atto di recesso

 I legali di Arcelor Mittal hanno depositato all’iscrizione a ruolo in Tribunale a Milano l’atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all’acquisto, dell’ex Ilva. L’atto è già sul tavolo del presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi. Con il deposito, la causa è stata iscritta a ruolo e ora il presidente Bichi dovrà assegnare il procedimento, in base a rigidi criteri tabellari, a una delle due sezioni specializzate in materia di imprese.

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri nel corso dell’audizione sulla manovra in Senato ha detto:  “vogliamo il ripristino degli approvvigionamenti, l’Ilva deve continuare a produrre e il governo è impegnato collegialmente per questo obiettivo”. “gli obiettivi di bonifica sono tanto più realizzabili quanto più va avanti il piano industriale, sono strettamente legati”. Il tema all’ordine del giorno per l’Ilva non è la nazionalizzazione, ma “il rispetto degli accordi e l’individuazione di una soluzione sostenibile di mercato e di rilancio, anche per il conseguimento degli obiettivi di bonifica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in commissione bilancio. “Piano industriale e ambientale sono strettamente collegati, si deve puntare al ripristino degli approvigionamenti e che l’Ilva continui a produrre. Il governo è impegnato collettivamente e collegialmente a questo obiettivo”.

In mattinata si è svolto l’incontro tra il premier Giuseppe Conte con i parlamentari pugliesi del M5S sul dossier dell’ex Ilva. All’incontro hanno preso parte i ministri Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli e Federico D’Incà. Toni accesi e un clima a tratti assai teso hanno segnato la riunione  che si è chiusa con una sostanziale fumata nera sulla questione dello scudo penale per Arcelor Mittal. L’incontro, a quanto si apprende, non avrebbe avvicinato le posizioni: “E’ andato malissimo”, dice un partecipante. La pattuglia capeggiata dall’ex ministro Barbara Lezzi non ha ceduto sull’ipotesi di varare un decreto per introdurre uno scudo, magari in versione “soft”, che “tolga ogni alibi” ad Arcelor Mittal. Il premier avrebbe prospettato tutte le difficoltà nella gestione del dossier e spiegato che una norma, magari di carattere generale, per garantire la non punibilità per danno ambientale, toglierebbe ogni pretesto all’azienda, anche in vista dell’annunciata battaglia legale. Ma Lezzi avrebbe ribadito il no totale a ogni ipotesi di immunità.

 

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