Arabia Saudita: calcio sport degli “infedeli”

Un mufti dell’Arabia Saudita ha emesso una fatwa, o editto religioso, con la quale ha vietato ai musulmani di giocare a calcio in quanto si tratta di uno sport inventato dagli ebrei, dai cristiani, dagli infedeli, da Stati Uniti, Russia e Francia. In particolare, Abdullah al-Najdi ha vietato ai giovani musulmani di giocare a calcio , come riporta l’agenzia di stampa iraniana ‘Irna’. In base alla fatwa, termini creati dagli ‘infedeli’ quali ‘fallo’, ‘rigore’, ‘corner’ e ‘fuori’ devono essere eliminati dalle partite.

Abdullah al-Najdi, un mufti dell’Arabia Saudita, ha emesso un editto religioso, o fatwa, con la quale ha vietato ai musulmani di giocare a calcio, in quanto si tratta di uno sport inventato e praticato dagli ebrei, cristiani, da Stati Uniti, Russia e Francia o più semplicemente da quelli che loro chiamano “gli infedeli”. In base alla fatwa i termini creati dagli “infedeli” come corner,rigore o fallo devono essere eliminati dalle partite. In più Al-Najidi ha aggiunto che la rosa di una squadra deve essere composta da più o meno giocatori di 11 per evitare di somigliare gli “infedeli” e che il gioco va svolto usando gli abiti che indossano tutti i giorni oppure che le partite siano giocate di notte in quanto le divise usate dai giocatori non sono idonee ai giovani musulmani. Il mufti ha poi affermato che non ci devono essere giocatori di riserva, ma i calciatori devono scambiarsi di ruolo in caso di affaticamento e che è vietato esultare in caso di gol: “se qualcuno segna un goal, non bisogna correre verso di lui e abbracciarlo o baciarlo, ne gioire perché questo è quello che fanno gli americani e i francesi. Insomma, non avete bisogno di queste cose perché il vostro goal è chiaro”. Ieri la polizia religiosa in Arabia Saudita ha dichiarato guerra ai giocatori stranieri che hanno tatuaggi. La commissione per la promozione della gioventù ha inviato una lettera all’Alta commissione della Gioventù chiedendo di avvertire i calciatori stranieri che dovranno coprire i loro tatuaggi prima di scendere in campo, rischiando altrimenti la prigione come è successo al giocatore colombiano Juan Pablo Pino dell’ al-Nasr. “I tatuaggi – si legge nella lettera inviata all’Alta commissione per la Gioventù – hanno effetti negativi sui giovani sauditi. Vi chiediamo di mettere al corrente tutti i giocatori stranieri della necessità di rispettare le regole e coprire i loro tatuaggi durante le partite”.

 

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