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Antimafia e impresentabili. Morra: ‘Candidati nei Comuni siciliani sciolti per mafia’

Comunicazioni del Presidente Morra in merito alla verifica degli “impresentabili” per i Comuni siciliani che andranno al voto fra il 10 e l’11 ottobre.

«Oggi abbiamo terminato i lavori ed abbiamo i risultati derivanti dai controlli effettuati sulle liste elettorali per il rinnovo dei consigli e delle giunte dei Comuni sciolti per mafia che tornano al voto il prossimo 10 e 11 ottobre, in Sicilia. Do conto – spiega il Presidente Morra – dei Comuni sui quali è stato effettuato il controllo sulle candidature. Si tratta di Mistretta (Messina), Pachino (Siracusa), San Biagio Platani (Agrigento), San Cataldo (Caltanissetta), San Cipirello (Palermo), Vittoria (Ragusa). La Commissione ha lavorato i nominativi sottoposti alla verifica di compatibilità con il decreto legislativo n. 235 del 2012 (c.d. Legge Severino), e con il Codice di autoregolamentazione per un totale di 837 candidati».

Morra annuncia gli “impresentabili”: «Il numero complessivo dei nominativi risultati positivi alle verifiche si limita a due:

1 – Per le elezioni del sindaco e del Consiglio comunale di Mistretta (Messina), nei confronti del candidato sindaco Sebastiano Sanzarello risulta emesso un decreto che dispone il giudizio in data 29 ottobre 2014 per il reato di cui all’articolo 317 del Codice Penale (reato di concussione consumato in concorso con altri). Il dibattimento è stato rinviato all’udienza del prossimo 28 ottobre. Segnalo che la consumazione del reato risulterebbe risalente al periodo 1999-2004. Alla luce di questi rilievi il candidato Sebastiano Sanzarello risulterebbe violare il codice di autoregolamentazione all’articolo 1, comma 1, lettera b).

2 – Per le elezioni del sindaco e del Consiglio comunale di Pachino (Siracusa), il candidato consigliere Sebastiano Malandrino risulta definitivamente condannato per il delitto di cui all’articolo 73 del D.P.R. 309 del 1990 del testo all’epoca vigente (detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso) alla pena della reclusione di 2 anni e alla multa di 5200 euro. Pertanto il candidato Sebastiano Malandrino si pone in violazione dell’articolo 10, comma 1, lettera a) del Dlgs. 235 del 2012. Se eletto egli sarebbe dichiarato incandidabile».

«Peraltro, – aggiunge il Presidente – nei confronti dello stesso candidato è stato emesso decreto che dispone il giudizio per il reato di cui all’articolo 74 dello stesso D.P.R. n. 309 del 1990, pluriaggravato ai sensi dell’articolo 80, lettere b) g), in quanto associato con altri allo scopo di commettere i delitti di cessione di sostanza stupefacente. Dunque, la candidatura del signor Sebastiano Malandrino si pone in violazione anche dell’articolo 1, comma 1, lettera a) del Codice di autoregolamentazione (impresentabile)»

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