Angeli perdenti

Si chiama‘Angeli ed è la nuova mostra dello scultore polacco Igor Mitoraij, icona dell’arte contemporanea, in cui si racconta dell’umanità perduta, di quegli eroi spezzati, feriti, a volte frantumati dal tempo, ma soprattutto dalla mancanza di ideali e valori che hanno fatto grandi alcune epoche del passato. I suoi angeli, così classici e così mutilati, si trovano fino al 15 gennaio prossimo sotto la Torre pendente, in quella piazza del Duomo di Pisa famosa nel mondo che proprionel 2014 celebra i 950 anni dalla nascita della sua Cattedrale. E per festeggiare si apre per la prima volta al mondo del XXI secolo facendo spazio nel prato e nei musei adiacenti a opere nate adesso, testimoni di tempi diversi, così lontani da quelli che hanno visto nascere il bianco complesso marmoreo. E’ un confronto, l’unico della sua lunga storia, con il quale si inaugura anche una nuova sede espositiva dove si continuerà a proporre un dialogo tra passato e presente intorno ai grandi temi dell’arte sacra. Tutta la vita è complicata, viviamo in tempi molto duri, spiega Mitoraij, e con questa mostra volevo far sognare, far volare, trasfigurare la forma. Per questo ho scelto gli angeli. Anche loro vengono dall’antichità. Le figure alate esistevano ovunque, dall’India alla Siria, dalla Babilonia all’Egitto. E ovviamente in Grecia. Ma i miei angeli sono eroi perdenti chespariscono nel nulla, nella vita quotidiana, senza lasciare segni.

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