Ancora corruzione in Ucraina

Continua la tangentopoli ucraina. Proprio in queste ore la NABU e la SAPO, le due agenzie anticorruzione ucraine che Zelensky voleva mettere sotto il proprio controllo, salvo poi dover fare un passo indietro a seguito delle proteste degli stessi cittadini ucraini, hanno perquisito gli uffici di Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio del Presidente dell’Ucraina. Una persona, quindi, vicinissima a Zelensky.

La NABU ha dichiarato che le agenzie anticorruzione stanno conducendo “un’operazione speciale per smascherare un’organizzazione criminale guidata da un attuale e da un ex parlamentare ucraino, e che coinvolge alti funzionari dell’ufficio del Presidente”.

Scrive così il Kiev Indipendent: “L’ufficio ha poi dichiarato che i sospettati sono accusati di riciclaggio di 150 milioni di grivne (3,4 milioni di dollari) versati come cauzione per un sospettato nell’operazione “Midas”. La NABU ha affermato che tra questi figurano un vice capo dell’ufficio del Presidente, un membro del parlamento, un ex membro del parlamento, nonché l’amministratore delegato e il presidente del consiglio di sorveglianza di una banca statale, un apparente riferimento a Sense Bank”.

Capito? Gli indagati sono accusati di aver riciclato 3,4 milioni di dollari per pagare le cauzioni di politici e alti dirigenti arrestati dalle agenzie anticorruzione nell’ambito dell’operazione Midas, l’operazione che ha scoperchiato un sistema di tangenti da oltre 100 milioni di euro nel settore energetico (un settore dove sono finiti anche i nostri soldi)…
Alessandro Di Battista

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