A Roma Marino in testa con il 41,2%, è ballottaggio. Boom astensioni

Si sono chiuse le urne per le elezioni amministrative che interessano 564 comuni (di cui due capoluoghi di regione: Ancona e Roma, e 16 capoluoghi di provincia: Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Isernia, Lodi, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Treviso, Vicenza e Viterbo). A vincere è stato il partito del non voto. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Viminale in Italia ha votato il 67,35% degli aventi diritto rispetto al 78,98 della passata tornata elettorale. L’11,6% in meno.

Roma: uno su due diserta le urne. Ma il dato più preoccupante è stato registrato a Roma dove stravince l’astensionismo. Tra domenica e lunedì ha votato solo il 57,28% degli aventi diritto: praticamente un romano su due non si è recato alle urne. Nella precedente tornata elettorale di febbraio, alle regionali a Roma aveva votato il 69,61%, mentre alle politiche aveva votato il 77,63. Secondo i dati diffusi dal sito di Roma Capitale, in questa tornata elettorale, il calo dell’affluenza maggiore si è registrato nei quartieri nord della Capitale Cassia-Tor di Quinto dove ha votato solo il 48,77% e di Casalotti dove si è registrata un’affluenza del 49,19%. Nella zona del Tiburtino c’è stata la maggiore affluenza, pari al 55,76%, seguita dal quartiere Montesacro attestato al 55,22%. Nel centro storico ha votato solo la metà esatta dei romani, il 50,85%.

Roma: è ballottaggio Marino-Alemanno. Tutti gli occhi sono puntati su Roma con lo scontro a quattro tra il sindaco uscente Gianni Alemanno, Ignazio Marino per il centrosinistra, Marcello de Vito per il Movimento 5 Stelle e Alfio Marchini. Secondo alcune proiezioni eseguite dall’Istituto Piepoli per la Rai nella capitale sarebbe in vantaggio il candidato del centro sinistra, Ignazio Marino, con il 41,2. Distanziato di sette punti percentuali il sindaco uscente e leader della coalizione di centro destra, Gianni Alemanno, con il 30,5. Il M5S con De Vito raggiungerebbe il 12,7%. Alfio Marchini sarebbe dato al 9,8%. Insomma nessuno uscirà vincitore dalle urne in questa prima tornata elettorale e per decidere il prossimo sindaco di Roma bisognerà ricorrere al ballottaggio tra Marino e Alemanno.  Dai dati emerge un sostanziale flop del M5S che nella capitale non riesce a cavalcare  quell’ondata di antipolitica che ha fatto la sua fortuna nelle elezioni politiche dello scorso febbraio.

I commenti. “Se un messaggio c’è, è che i cittadini, gli elettori, finchè non vedono fatti non si riconciliano con la politica”. E’ questo il pensiero di Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme, sul drammatico dato dell’astensionismo registratosi in questa tornata elettorale. ”Andare a creare problemi ulteriori – sostiene il ministro – ad un Governo in carica da non moltissimi giorni e che i fatti sta iniziando a produrli, mi sembrerebbe quantomeno strano, se non perverso”

”Un dato clamoroso che attesta una volta di più la distanza dei cittadini dalla politica e dal sistema dei partiti tradizionali. Dal nostro punto di vista come cittadini siamo molto colpiti”. E’ il commento a caldo di Massimo Marinelli, dello staff del candidato sindaco di Roma M5S Marcello De Vito, sull’affluenza la voto a Roma ferma al 52,78 per cento, circa 20 punti in meno del 2008.

 

Le elezioni nei 564 comuni di regioni a statuto ordinario e della regione Sardegna, come spiega il Viminale, interessano 6.895.701 elettori, di cui 3.305.273 maschi e 3.590.428 femmine. Le sezioni elettorali complessive sono 7.964. In caso di ballottaggio per l’elezione dei sindaci, si voterà domenica 9 giugno, sempre dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 10 giugno, dalle ore 7 alle ore 15. 

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