Amendola e la generazione fallita

Sergio “il rosso” gli somiglia, ha qualcosa di lui. Anche le magliette che indossa, da nostalgico della sinistra, quella di un tempo, tutta pugno chiuso e falce e martello, da duro e puro, Claudio Amendola l’ha tirate fuori dai suoi cassetti . Ma il personaggio che interpreta, Sergio, è un esaltato. E un fallito, come gli altri protagonisti del film di Edoardo Leo “Noi e la Giulia”, da domani  al cinema. Sergio, Fausto (Leo), Diego (Luca Argentero) e Claudio (Stefano Fresi) hanno collezionato, ognuno, in vario modo, delusioni e fallimenti. Ma tentano di rifarsi, di prendersi una rivincita, di mettere in atto “un piano B”. Decidono di aprire insieme un agriturismo e quando alcuni camorristi, a cominciare dal Vito interpretato da Carlo Buccirosso, si fanno avanti con ricatti e minacce, loro decidono di sequestrarli. Perché il film, girato in Basilicata, vuole raccontare, in chiave di commedia, una nuova, vagheggiata e un po’ sgangherata resistenza. Una resistenza ai soprusi.

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