Allarme medaglie che si rompono alle Olimpiadi Milano Cortina

Le medaglie delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si rompono, scatta l’allarme: le segnalazioni  degli atleti.

Una delle prime segnalazioni sulle medaglie è arrivata dalla statunitense Breezy Johnson, oro nella discesa a Cortina d’Ampezzo. “Non saltate se avete la medaglia, sono sicuro che qualcuno la sistemerà, non è proprio distrutta” aveva dichiarato la campionessa dopo aver ‘rovinato’ la sua medaglia per i troppi festeggiamenti.

Il problema, sostanzialmente, è che nei festeggiamenti le medaglie tendono a staccarsi dal laccetto e a cadere per terra: con la caduta, a seconda dell’altezza e dell’intensità, possono ammaccarsi o rompersi. Tutto o quasi dipenderebbe dal laccio a cui sono attaccate le medaglie, non troppo stabile forse per un difetto di fabbrica.

Di fronte alle segnalazioni arrivate da diversi atleti impegnati ai Giochi Olimpici Invernali, è arrivato il commento da parte di Andrea Francisi, Milano Cortina 2026 Chief Games Operations Officer:

“Medaglie rotte? Abbiamo visto che alcune medaglie si sono rotte e stiamo cercando di capire nel dettaglio se esiste un problema – ha dichiarato Francisi intervenendo in conferenza stampa – stiamo dando ovviamente grande attenzione al tema, visto che la medaglie è il trionfo e il sogno di ogni atleta”.

Presentate ufficialmente il 15 luglio 2025 a Venezia, presso la cerimonia andata in scena a Palazzo Balbi, le medaglie delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono ispirate al tema delle “due metà” e concepite per rappresentare l’incontro tra le due città ospitanti e il legame tra l’atleta e le persone che ne accompagnano il percorso fino al podio.

Dal punto di vista tecnico, le medaglie presentano un diametro di 80 millimetri e uno spessore di 10: quelle d’oro e d’argento pesano circa 500 grammi, mentre quelle di bronzo circa 420 grammi. Nella parte frontale compare il simbolo dei cinque cerchi olimpici, mentre nell’altra l’emblema ufficiale di Milano-Cortina 2026 e uno spazio dedicato all’incisione della disciplina e dell’evento.

C’è chi aveva già aveva gridato allo scandalo, puntando il dito contro l’organizzazione per provare ad alzare la polemica (tanto per cambiare). Ma dietro ai casi delle medaglie olimpiche ‘danneggiate’ non c’è nessun difetto di lavorazione dei metalli: è qualcosa di molto, molto più banale e anche facilmente risolvibile. A svelare l’arcano e spiegare l’accaduto è l’agenzia di stampa Adnkronos: il problema è tecnico.

Secondo l’agenzia diretta da Davide Desario, che ha interpellato diverse fonti “l’anomalia riguarda infatti il sistema di sicurezza anti-soffocamento previsto dagli standard internazionali: in alcune circostanze il laccio si è sganciato dalla medaglia, causando la rottura”. Le stesse fonti che hanno dato una soluzione al mistero spiegano che “di fatto il problema, nelle 2-3 situazioni emerse, non è la medaglia.

Sulla vicenda è intervenuta addirittura la Zecca di Stato, responsabile della produzione, che ha individuato una soluzione tecnica. Già da questa mattina, infatti, alcuni tecnici sono presenti nelle sedi di gara per applicare un secondo dispositivo di sicurezza, mentre le medaglie danneggiate verranno riparate. Il comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 ha fatto sapere di aver approfondito immediatamente la questione in stretto coordinamento con la Zecca e di aver già implementato un intervento mirato. Gli atleti le cui medaglie risultassero interessate sono invitati a riconsegnarle attraverso i canali appropriati per consentirne la riparazione o la sostituzione.

Milano-Cortina 2026 conferma infine l’impegno a garantire che le medaglie, simbolo del traguardo più alto nel percorso di ogni atleta, rispondano ai più elevati standard di qualità e attenzione. E anche in questo caso risolto, polemica archiviata, con buona pace dei tifosi del flop di questi Giochi Invernali che finora stanno perdendo la loro personale partita contro la buona riuscita.

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