Allarme Bce, sale disavanzo area euro: ‘pesa’ l’Italia

La manovra italiana pesa sul deficit dell’Eurozona. A lanciare l’allarme oggi è la Banca Centrale Europea nel suo bollettino mensile, l’ultimo del 2018. Rispetto all’esercizio dello scorso settembre, osserva infatti l’istituto guidato da Mario Draghi “le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell’area dell’euro per i prossimi due anni sono peggiorate. Il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole peggioramento del saldo di bilancio previsto in Italia, in seguito all’espansione fiscale inserita nei documenti programmatici di bilancio che violerebbe gli impegni presi nell’ambito del Patto di stabilità e crescita (Psc)”. 

“Per l’area dell’euro, si legge ancora, tale peggioramento si riflette in un lieve aumento della spesa primaria e una più ridotta componente ciclica”. “Uno degli insegnamenti più importanti ricavati dalla recente crisi finanziaria – prosegue – è che solide posizioni di bilancio dotano i paesi di margini di manovra cui possono dover ricorrere per fronteggiare shock imprevisti”.

L’Eurogruppo, alle cui raccomandazioni dell’anno scorso non è stato dato seguito, pertanto, “ribadisce che in alcuni Stati membri il ritmo contenuto di riduzione del debito da livelli elevati continua a essere motivo di preoccupazione e dovrebbe essere affrontato con risolutezza”,rimarcando altresì che “le attuali condizioni economiche sottolineano l’urgente necessità di ricostituire margini di bilancio, in particolare in quegli Stati membri che non hanno conseguito i propri obiettivi di bilancio di medio termine”. 

Per quanto riguarda i differenziali di rendimento dei titoli di Stato dell’area dell’euro, “si sono mantenuti sostanzialmente stabili – scrive ancora la Bce – a eccezione di quelli italiani che hanno evidenziato una notevole volatilità”. “Sebbene le aspettative sugli utili societari restino solide, sottolinea l’Istituto di Francoforte, la loro lieve revisione al ribasso, sommata alla rivalutazione del rischio, ha fatto scendere le quotazioni azionarie e obbligazionarie delle società dell’area dell’euro. Sui mercati dei cambi, l’euro si è sostanzialmente indebolito su base ponderata per l’interscambio”.

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