Alla Sala Umberto è in scena il giallo piú famoso di tutti i tempi

In scena fino al 30 Gennaio “E non rimase nessuno – 10 piccoli indiani” alla Sala Umberto di Roma, la pièce tratta dall’omonimo romanzo di Agatha Christie.

Ieri sera la prima romana, con la regia di Anna Masullo, sul palco dello storico teatro in Via della Mercede, diretto da Alessandro Longobardi.

Il romanzo, il piú celebre, il piú letto ed il piú acquistato della scrittrice inglese, fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1939, dopo essere uscito a puntate nello stesso anno sul quotidiano Daily Express. In Italia arrivò questa terribile storia grazie alla casa editrice Mondadori solo nel 1946, con il titolo “…e poi non rimase nessuno” nella iconica collana Il Giallo Mondadori.

Il titolo originale  era “Ten Little Niggers“, traducibile “Dieci poveri negretti”, strofa di una popolare filastrocca, che per evidenti motivi linguistici fu cambiato in “Dieci piccoli indiani”. Nell’adattamento proposto alla Sala Umberto si parla invece di 10 piccoli soldati, senza piú trattar di etnie e popolazioni. E anche le famose statuine che in scena corrispondono ai dieci  personaggi, raffigurano soldatini e non indian o nigger people. Segno dei tempi in continua evoluzione, segno di una sensibilità impensabile 100 anni fa.

La trama della pièce, per il resto, è fedele al testo originale, la cui traduzione é stata affidata a  Edoardo Erba. Otto persone ricevono l’invito a recarsi a Nigger Island, che peró in questo spettacolo viene trasformata in Indian Island, una piccola isola dalla forma di una testa di nero o indiano, da un certo signor Owen, proprietario dell’unica abitazione sull’isola. Gli invitati non si conoscono tra di loro, e una volta arrivati scoprono che il signor Owen e sua moglie non ci sono; ad aspettarli vi sono solamente i due domestici, i coniugi Thomas ed Ethel Rogers, i quali, come ognuno di loro, non hanno ancora conosciuto i gentili proprietari della villa. Il tempo di annusarsi vicendevolmente e fare convenevoli sarà breve, a funestarlo un grammofono, una voce incorporea che muove delle accuse ad ognuno dei 10 presenti. Le accuse sono pesantissime: aver provocato la morte di altrettante persone in maniera deliberata, per leggerezza, intenzione o semplicemente sprezzo della vita umana.

Il clima cambia, la festa prima che abbia inizio è già finita: tutti si rendono conto di essere stati tratti in inganno da uno sconosciuto psicopatico. Con una cadenza battuta dalla suddetta filastrocca i dieci ospiti iniziano a morire di morti violente, senza peraltro poter abbandonare l’isola o mettersi in contatto con la polizia sulla terraferma. L’assassino si nasconde sull’isola? L’assassino è tra loro? É uno di loro? Solo alla fine, con la morte dell’ultimo indiano/ negretto/soldatino, si scoprirá l’identità dell’assassino e le verità nere fino a quel momento celate dall’impunitá dei dieci. Lo spettacolo teatrale, sceneggiato  su due atti, vede protagonista il grande Mariano Rigillo, accolto con applausi calorosi dalla platea della Sala Umberto che lo scorso dicembre ’21 lo aveva giá visto recitare nei panni di Ezra Pound insieme sempre all’attrice Anna Teresa Rossini, sua compagna nell’Arte e nella Vita.

Massimo Reale, Linda Manganelli, Mario Scaletta, Ruben Rigillo, figlio di Mariano, Fabrizio Bordignon, Enrico Ottaviano, Francesco Maccarinelli, Giuditta Cambieri sono gli altri attori che compongono una squadra affiatata, una compagnia che riesce a portare a casa un ottimo gioco di squadra. Dialoghi ben recitati con tempi precisi e scambi di battute che non lasciano mai spazio ad incertezze. Gli attori, ben caratterizzati e facilmente distinguibili anche grazie ai costumi di Susanna Proietti, si muovono dentro la scena unica ideata appositamente da Fabiana di Marco e realizzata dal capo costruzioni Diego Caccavallo e dal suo staff, che ricrea le atmosfere di una villa inglese, affacciata sul mare, arricchita da proiezioni video e dalle musiche di Alessandro Molinari.

Con un finale senza speranza esplicitato già nel titolo “E non rimase nessuno” si chiude la recita, con il plauso del pubblico.

Barbara Lalle

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