Alla Sala Umberto di Roma in scena ‘Lina Sastri, appunti di viaggio’ fino al 18 febbraio

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, le considerazioni di Barbara Lalle su ‘Lina Sastri, appunti di viaggio’, in scena alla Sala Umberto di Roma fino al 18 febbraio. 

Lina Sastri è il cuore e l’anima di Napoli, ma non solo. Non è semplicemente donna, è ‘femmena’, e questo significa molte cose di più. È un’arte che è affascinante e misteriosa espressa con la danza, con la musica e la voce. E ritmo che sparge sensualità nell’aria attraverso il suo corpo, e la tarantella con cui esprime tutta la sua passionalità.

Sono in prima fila, sotto il palcoscenico della sala Umberto in via della mercede a Roma, Lina Sastri entra in scena con un vestito rosso lunghissimo, a piedi nudi.

Appunti di viaggio è una biografia in musica, scritta e diretta dalla Sastri. Lei che inizia raccontare che suoi genitori si ‘appiccicavano’ spesso e risolvevano la situazione con la passionalità. Lei che è venuta fuori proprio da una di queste liti,Lei che è nata anche se la madre non la voleva. Quella madre che era andata per farsi aiutare a partire da una di quelle signore che a quel tempo operavano clandestinamente, ma quando avvisto i ferri è scappata e così è nata lei.

Un padre partito per il Sudamerica e una madre forte ed energica, ma che cantava sempre melodiosa. Da lei, la Giovanni Lina eredita la passione per il canto e per la Musica che ha riscoperto a 17 anni quando se ne andata via di casa senza nulla con sé, anche perché la sua era una famiglia povera. 

E così il racconto continua con lei che ha iniziato a fare il teatro, lei che non lo conosceva perché il teatro era una ‘cosa da ricchi’ . Lo aveva scoperto a scuola, alle elementari, dalle suore e si era sentita prescelta, convocata perché faceva parte del gruppo delle bambine che recitavano. Così ha coltivato questa passione trasformandola in una professione, sentendosi sempre prescelta, Grazie a quella sua stessa vocazione.

Il racconto /viaggioContinua tra il teatro di strada e quello istituzionale, attraversando i territori della musica e del cinema, pezzi di vita vissuta incontri indimenticabili come quello con Edoardo de Filippo gli esami non finiscono mai. Una mera casualità, quella di sostituire l’attrice che mancava, interpretando la parte di Bonaria la cameriera, La povera donna di cui si innamora il protagonista. Da quel momento in poi altri spettacoli, altre magie letterarie come Filumena Marturano E altri incontri: da Patroni Griffi a Woody Allen.

Le canzoni vanno da ‘Madonna de lu Carmine’ scritta da Roberto de Simone per lo spettacolo masaniello, a quelli del repertorio napoletano come ‘Tammurriata nera’, ‘Reginella’ e ‘Maruzzella’, incrociando amara terra mia di Domenico Modugno e molti altri brani che hanno accompagnato la carriera di Lina Sastri. Mentre lei canta e balla vengono proiettati frammenti dei suoi spettacoli.

I musicisti che l’accompagnano sono bravissimi e hanno portato lo spettacolo con lei in giro per il mondo: Filippo D’Allio. Alla chitarra, Gennaro Desiderio al violino, Gianni Minale ai fiati, Salvatore Minale alle percussioni, Salvatore Piedepalumbo alla fisarmonica e alle tastiere, Luigi Sigillo al contrabbasso. Chiude e sigilla lo spettacolo/racconto della sua vita l’indimenticabile ‘Napul’è’ di Pino Daniele. Forte della sua incredibile capacità di arrivare dritta al pubblico che la osannata con interminabili applausi, Lina Sastri ha rapito tutti con uno spettacolo che semplicemente emozionante, ricco di poesia e di magia.

Foto di Carlo Bellucampi e Valdina Calzona.

Barbara Lalle

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