Alitalia: ‘Entro 6 mesi vendita o liquidazione’

 Niente ricapitalizzazione per Alitalia. E quelle procedure previste dalla legge che il cda della compagnia di bandiera ha deciso di avviare non sono altro che l’iter per il commissariamento dell’azienda. La decisione è stata già comunicata in via ufficiale dal presidente Luca Cordero di Montezemolo al Presidente dell’Enac Vito Riggio. E mentre Hogan, presidente e amministratore di Etihad, giudica profondamente deludente il no al pre-accordo espresso dai dipendenti nel referendum, il governo manda un segnale chiaro con Calenda e Poletti: l’ipotesi nazionalizzazione è esclusa. Fonti Ue, nel frattempo, riferiscono che l’opzione di nuovi aiuti di Stato è possibile.

 Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti chiarisce a  che la nazionalizzazione è esclusa. Per Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, la cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia, oppure con la liquidazione: ‘Se ci saranno aziende interessate a rilevarla  questo è tutto da vedere’. Nel frattempo, è slittato l’incontro previsto per  oggi al Mise per fare il punto sulla situazione. Il vertice si terrà probabilmente dopo le riunioni degli organi deliberanti di Alitalia.

Data l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione,  il cda di Alitalia ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un’assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse,  si legge in una nota della compagnia. Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l’azienda e le rappresentanze sindacali. L’approvazione del verbale, si legge in una nota, avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della Compagnia

Bruxelles non pone veti, come si diceva, a quanto sembra, su eventuali possibili aiuti di Stato per la compagnia di bandiera. ‘Non possiamo speculare su eventuali misure pubbliche a sostegno di Alitalia’, sottolinea un portavoce della Commissione Ue. L’opzione aiuti resta dunque possibile  in quanto sono passati più di 10 anni dall’ultima volta che questa è stata fatta, spiegano fonti Ue. La Corte Ue aveva già riconosciuto la discontinuità tra le società Alitalia, ultima beneficiaria di aiuti, e Cai.

 Il verbale di pre-accordo firmato da sindacati e azienda il 14 aprile prevedeva una ripatrimonializzazione dell’azienda per circa 2 miliardi di euro, di cui oltre 900 come ‘nuova finanza’ e puntava su un taglio del costo del lavoro di 670 milioni in 5 anni.

Il pre-accordo prevedeva 980 esuberi per i contratti a tempo indeterminato per il personale di terra rispetto a una iniziale proposta di 1.338. La riduzione deriva dal fatto che 358 addetti alla manutenzione non vengono più esternalizzati. Per i 980 esuberi si fa ricorso alla Cigs per due anni a partire da maggio, e con l’integrazione del Fondo del settore avranno fino all’80% della retribuzione. Poi saranno riassorbiti dall’azienda o andranno in Naspi, ex indennità di disoccupazione.

Previsti anche incentivi all’esodo. Per il personale navigante sono previsti scatti di azianità triennali anziché annuali. Il primo sarà a partire dal 2020, con un tetto del 25% agli aumenti salariali nel caso di promozioni. Applicazione dei livelli retributivi ‘city liner’ per i nuovi assunti indipendentemente dall’aeromobile di impiego. Prevista la riduzione di un assistente di volo nei collegamenti a lungo raggio, la riduzione dei riposi annuali da 120 a 108, con un minimo di 7 nel mese, esodi incentivati per i piloti e assistenti di volo.

Taglio del 21,6% dell’indennità di volo che corrisponde a una riduzione complessiva dello stipendio dell’8%. Al termine del contratto di solidarietà sarà valutata la possibilità della trasformazione del part-time in coerenza alle esigenze aziendali e la prosecuzione del contratto di solidarietà fino alla scadenza prevista per legge, ovvero fino al 24 settembre 2018.  L’azienda, si legge poi nel verbale di preaccordo, si impegna, nell’eventualità di un biennio continuativo con un Ebitda positivo e comunque non prima del 2022, a discutere con i sindacati per un eventuale recupero del taglio salariale.

Cocis

Circa Redazione

Riprova

Carabinieri e Polizia Bolzano arrestano due ladri in flagranza

Bolzano-Bozen. Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Bolzano e gli Agenti della Questura …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com