Alitalia e sindacati

L’accordo Alitalia-Etihad rischia di saltare causa una forte spaccatura sindacale per gli accordi integrativi sottoscritti il 16 e 17 luglio scorso che prevedevano tagli al costo del lavoro per 31 milioni di euro nei prossimi cinque mesi. C’è stato ieri un referendum abrogativo il cui risultato, con il 27% dei 13.000 dipendenti che hanno votato, è stato chiaro in merito alle riduzioni salariali ed al mancato quorum da raggiungere. Norme alla mano, in pratica, è stato confermativo. Ma la Uil, che aveva voluto la consultazione referendaria, non è d’accordo ed apre di fatto un nuovo fronte. Teoricamente le intese sono valide ma Alitalia pretende l’unanimità sindacale. L’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, è stato chiaro: “Auspico che tutti i sindacati firmino per assicurare un clima di pace sociale e credo che prevarrà il senso di responsabilità. Il mancato raggiungimento del quorum conferma la validità degli accordi firmati dal 65% delle sigle sindacali e sono efficaci per tutto il personale. La condivisione delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali è indispensabile per il completamento con successo delle intese con Etihad”. Alitalia ritiene quindi necessario avere un fronte sindacale compatto alle spalle per negoziare con necessaria forza. La Uil si dice disponibile a sedersi al tavolo per concordare nuovi accordi ma Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, afferma che l’80% dei lavoratori non condivide le scelte fatte da Alitalia e rimanda il tutto successivamente alla chiusura della trattativa con Etihad. In pratica il tutto è in una fase di stallo. L’Alitalia è comunque in rosso ed ha chiuso il peggior bilancio della sua storia, bruciando nel 2013 oltre un milione e mezzo di euro al giorno e l’ultima riga del bilancio conferma una perdita di 569 milioni di euro. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, tuona contro chi, leggi Uil ed altri sindacati corporativi, sta giocando con il fuoco nel momento peggiore per Alitalia mettendo a serio rischio l’accordo con gli arabi.

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