La galleria Von Buren Contemporary di Roma presenta Digging Up, nuova mostra personale dello scultore romano Alessio Deli, visitabile negli spazi di Via Giulia 13 dal 14 febbraio al 10 marzo 2026. Il progetto espositivo, curato e organizzato da Michele von Büren, con testo critico di Edoardo Marcenaro, sarà inaugurato con un doppio vernissage in programma sabato 14 e domenica 15 febbraio, dalle ore 18 alle 21.
La mostra segna un nuovo capitolo nella ricerca artistica di Deli e mette in dialogo scultura, pittura e grafica in un percorso che riflette sul rapporto tra passato e contemporaneità. Il titolo Digging Up — espressione inglese che significa letteralmente “scavare” ma che assume anche il senso figurato di “portare alla luce” o “far riemergere” — sintetizza perfettamente la direzione del progetto. Le opere nascono infatti da un doppio processo: da un lato rappresentano uno scavo interiore legato all’evoluzione personale e artistica dell’autore negli ultimi anni, dall’altro traducono la volontà di dissotterrare modelli e forme dell’antichità per confrontarli con il presente, restituendo un linguaggio visivo volutamente atemporale.
All’interno del percorso espositivo emergono numerosi riferimenti al mondo dell’arte classica, cifra distintiva della poetica di Deli. L’artista rielabora motivi iconografici e decorativi della pittura romana, in particolare le grottesche, trasferendole su tavole lignee attraverso una reinterpretazione cromatica e formale che rievoca l’atmosfera visiva delle domus pompeiane tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Le grandi tavole pittoriche presentano figure femminili ispirate alla tradizione decorativa antica, protagoniste di una narrazione sospesa tra memoria storica e contemporaneità. Le acconciature, i gioielli, i dettagli ornamentali e i gesti delle figure rappresentate sembrano infatti attraversare i secoli, suggerendo una sorprendente continuità estetica e culturale tra il mondo romano e quello attuale.
Accanto ai dipinti, la mostra propone una serie di sculture che proseguono il dialogo tra archeologia e linguaggi contemporanei. Tra queste spiccano opere come Venus e Reflex, quest’ultima caratterizzata da una doppia testa classica reinterpretata in chiave cromatica pop. Il riferimento alla figura di Gradiva, protagonista della celebre novella di Wilhelm Jensen, assume un ruolo centrale nella ricerca di Deli. L’artista aveva già dedicato alla figura della “fanciulla che avanza” un bassorilievo realizzato per precedenti progetti espositivi, trasformandola in simbolo di continuità tra storia e immaginario contemporaneo. In Digging Up, la ricerca iconografica prosegue attraverso nuove figure femminili che sembrano muoversi tra le strade di Pompei e il nostro presente, evocando un dialogo tra epoche e identità.
Il percorso si completa con una serie di grafiche realizzate su stampe, cartoline vintage e antiche cartine geografiche, materiali sui quali l’artista interviene direttamente, trasformandoli in opere installative inserite in cornici recuperate da mercatini e collezioni d’antiquariato. L’insieme richiama la struttura delle quadrerie ottocentesche, creando un ambiente visivo stratificato in cui pittura, scultura e grafica convivono come parti di un’unica installazione. Il progetto restituisce così una riflessione ampia sul valore della memoria storica e sulla possibilità dell’arte di offrire nuove chiavi di lettura del presente.
La radice di questa ricerca affonda anche nella biografia personale dell’artista. Deli racconta spesso come l’interesse per il dialogo tra arte e archeologia nasca da una visita a Pompei compiuta all’età di sette anni, esperienza che lo portò a immaginare un futuro da artista o archeologo. Quel momento, trasformato nel tempo in una vera e propria matrice poetica, continua a riemergere nella sua produzione, alimentando un percorso creativo che intreccia studio storico e sperimentazione contemporanea.
Nato a Marino (Roma) nel 1981, Alessio Deli si è formato all’Istituto d’Arte di Marino per poi diplomarsi in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle Discipline Plastiche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in ambito museale e istituzionale. Tra le principali si ricordano la personale KORAI. Incipit Memoria a Palazzo Valentini di Roma nel 2019, la partecipazione alla mostra Da Giotto a Pasolini al Museo di Palazzo Doebbing di Sutri nel 2020, la personale Anthropocene al Museo d’Arte Contemporanea Sicilia di Catania nel 2021, la mostra Fragile al Museo dell’Arte Classica dell’Università La Sapienza di Roma nel 2024 e la personale Patina memoriae alle Case Romane del Celio nel 2025. Nello stesso anno ha ricevuto il Premio Mameli per le arti visive, conferito dall’ente nazionale per le attività culturali ENAC.
Le opere dell’artista sono oggi presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, tra cui il Museo d’Arte Contemporanea Sicilia di Catania, la Raccolta Civica d’Arte Contemporanea di Palazzo Simoni Fè a Brescia, il Museo Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di Rende, la Galleria Nazionale della Calabria, l’Università La Sapienza di Roma, il Palazzo Municipale di San Quirico d’Orcia, l’Antico Collegio Martino Filetico di Ferentino, la Chiesa di San Pietro Apostolo a Cosenza e il Parco Porporati di Torino.
La mostra Digging Up sarà visitabile presso Von Buren Contemporary, in Via Giulia 13 a Roma, dal martedì al sabato, con orario 11.00 – 13.30 e 15.30 – 19.30, fino al 10 marzo 2026. L’ingresso al vernissage del 14 e 15 febbraio è previsto dalle ore 18.00 alle 21.00.
Barbara Lalle
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