Berlusconi: “Avanti giovani e donne, io mi escludo”

Intanto il leader Berlusconi ha dichiarato in un’intervista che il  Governo si farà e che devono andare avanti i giovani e le donne e lui si esclude, così come da indicazioni del Capo dello Stato. “Da parte del Presidente incaricato c’é un atteggiamento molto positivo. Ho sentito i miei molto confortati” e “Brunetta assolutamente convinto del buon esito dell’incontro”. “Nodi da sciogliere? Non mi è parso che ci fossero problemi veri”. “Certamente non possiamo pretendere un accordo al 100% però i miei li ho sentiti molto confortati”, ha spiegato Berlusconi. “Ho sentito che da parte del Presidente della Repubblica c’é l’indicazione di membri del governo di nuova generazione con una notevole presenza di donne. Questo esclude il sottoscritto, che però non ha mai avuto la voglia di entrare lì. Se mi avessero chiamato a un impegno, dato che ho preparato io il programma della campagna elettorale, se ci fosse stato bisogno di me sarei stato a disposizione. Ma preferisco così”.

Nonostante il generale clima di fiducia, i colloqui di ieri lasciano diversi nodi da sciogliere. In particolare, come lo stesso Letta ha riferito,  “la discussione con il Pdl è stata quella più lunga, quasi due ore. Ma io penso che molte ore ci vorranno ancora perché veniamo da un tempo di contrapposizioni profonde e permangono differenze molto significative”. Pd e Pdl sono forze “alternative”. “Non mi nascondo le difficoltà che ci sono tutte e che stanno alla base della difficoltà iniziale della situazione e che sono insite nel mandato che mi ha conferito il presidente Napolitano”. Quanto a Berlusconi l’ho sentito telefonicamente per 30 secondi. E’ stata una telefonata di incoraggiamento. Ho parlato anche con altri leader politici e ho avuto incoraggiamenti da tutti e questo mi conforta, ma l’incoraggiamento non scioglie i nodi che sono oggettivi, sono tutti. Solo con un grande sforzo di mediazione si può dare seguito alla linea del Capo Stato”.

Le Consultazioni di ieri si sono svolte  nella Sala del Cavaliere di Palazzo Montecitorio. E  per il presidente del consiglio incaricato, Enrico Letta  la strada si presenta tutta in salita. Sono arrivati prima i no di Sel e Lega Nord ad un esecutivo di larghe intese guidato dal vice segretario del Pd. Dagli Stati Uniti Silvio Berlusconi alza la posta. Il Cav fa sapere che “avere un governo conta più di chi sia a guidarlo”. E chiarisce che il Pdl “sosterrà chi si impegnerà a tradurre in legge” gli otto punti programmatici riproposti all’attenzione dall’ex presidente del consiglio. Non è, naturalmente, un no ad un governo Letta ma un modo per sottolineare che il Pdl e il suo programma dovranno avere un ruolo di primo piano nel nuovo governo che si va formando. In attesa delle delegazioni di Pdl e Pd, Enrico Letta incassa il semaforo verde di Scelta Civica anche se alza le barricate sull’Imu che “non deve essere eliminata”.

M5S: “Vogliamo i fatti”.

Alfano: “C’è apertura da parte di Letta”. E’ terminato anche l’incontro con le rappresentanze del Pdl ed il segretario Angelino Alfano a amrgine della riunione che parla ai giornalisti: “C’è stata un’apertuta del presidente incarico sugli 8 punti che noi del Pdl gli abbiamo proposto”. “Occorre avere un governo forte che affronti la crisi prendendola in mano e soprattutto partendo dalle questioni di politica economica e quindi dall’Imu.” “Se i nostri otto punti faranno parte del programma di governo lo sosterremo, sono una questione essenziale per la nostra partecipazione al governo”. “Per essere chiari: abbiamo offerto i nostri 8 punti al presidente incaricato, abbiamo avuto delle aperture, non c’e’ stata una sola questione sulla quale Letta ha detto che e’ incompatibile con i suoi valori ideali e con la sua visione della crisi. Questo ci conforta sul prosieguo, ma nel merito non abbiamo chiuso un accordo e a questi nodi alludevo”

Maroni: “Stiamo all’opposizione. O lui o voto”. Al termine delle Consultazioni con il premier incaricato, il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni esprime “soddisfazione perché l’ incarico non è stato dato alle persone sui c’era la nostra netta e totale pregiudiziale contrarietà”.Inoltre pone tre condizioni provocatorie (macroregione, risorse per il 75 per cento al nord e sistema federale), già sapendo di ricevere un no,  per entrare in maggioranza. “Attendiamo di sapere se saranno punti del governo se no staremo all’opposizione, concreta non ideologica che con il governo vuole sviluppare un rapporto dialettico”. “Attendiamo il discorso del premier incaricato ma mi pare di poter dire che noi staremo all’opposizione, siamo su questa posizione di stimolo”. E poi il numero uno della Lega ribadisce che il tentativo Letta rappresenta l’ultima spiaggia per evitare le elezioni anticipate. “Ho trovato Letta molto determinato e concreto e consapevole che se il suo tentativo fallisce si va alle elezioni anticipate”. La Lega, ha spiegato ancora Maroni, non entrerà nel Governo e resterà all’opposizione “a meno che Letta non accetti i nostri punti programmatici”.

Fratelli d’Italia. Le consultazioni sono ormai entrate nel vivo. In questo momento a colloquio con il presidente del consiglio incaricato, ci sono rappresentanti del partito Fratelli d’Italia.  Letta sta interloquendo  con Giorgia Meloni, presidente del gruppo parlamentare. Il premier incaricato ha già incontrato la delegazione di Sel, quella del gruppo Misto Senato e Camera. Meloni  di Fratelli : “Faremo opposizione con dignità”.

Sel di ce no a governo di larghe intese. La prima delegazione ricevuta è quella di Sel, con i capigruppo di Senato, Loredana De Petris e della Camera, Gennaro Migliore che al nuovo Presidente del Consiglio o dichiarato: “Abbiamo indicato al presidente incaricato le priorità – ha detto il leader Vendola – che sono la crisi sociale, la condizione drammatica della scuola pubblica e la necessità di rinegoziare le politiche europee di austerità.  Abbiamo chiesto la riforma della politica, l’abolizione dei rimborsi elettorali e del Porcellum”. Secondo Vendola è possibile dare “una prova di responsabilità sulla riforma della legge elettorale: basta una semplice norma che cancelli questa legge e ripristini il Mattarellum”, ha sottolineato. Per quanto riguarda, invece i rapporti con il Pd, Vendola ha ripetuto che: “l’operazione del governo di larghe intese è il contrario del patto per Italia bene comune. Abbiamo da poco festeggiato la vittoria in Friuli e speriamo tra qualche settimana di festeggiare a Roma. Oggi il centrosinistra è un insieme di realtà di governo vissute come un blocco che dà speranza a una parte del Paese, ma globalmente è  un campo di macerie, e noi vogliamo ricostruirlo senza radicalismi. Siamo disponibili a costruire un soggetto di sinistra che sfidi la destra sul tema del governo, ma non vogliamo essere la zattera che raccoglie i fuggiaschi del Pd, ma un soggetto in grado di dialogare”.

Intanto l’obiettivo di Letta sarebbe quello di chiudere la lista dei ministri, che dovrebbero essere 18, di cui 12 con portafogli, entro domenica. Da fonti vicine al vice segretario del Pd, infatti, è emerso che entro sabato potrebbe esserci il nuovo governo che andrebbe alle Camere entro martedì per la fiducia. Intanto ancora non ci sono dei nomi sicuri e Letta è molto prudente.

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