Al Trianon Viviani di Napoli in scena il nuovo ‘Novecento napoletano’ con Maurizio Casagrande fino al 17 dicembre

 

Al Teatro Trianon Viviani di Napoli  in scena  ‘Novecento Napoletano’ il musical scritto e diretto da Bruno Garofalo che ripercorre la storia della canzone classica partenopea. Uno spettacolo ricco di emozioni grazie a grandi voci ed alla perfezione dell’orchestra nella reinterpretazione dei grandi poeti e musicisti napoletani che hanno fatto la storia. Una vera e propria compagnia teatrale capace di rendere attuale testi articolati e ricreare il gusto scenario storico da cui trae origine l’opera.

Voglio sottolineare che  il nuovo ‘Novecento napoletano’ ritorna dopo un quarto di secolo dal suo debutto in una nuova edizione concepita in esclusiva per il Trianon Viviani.

Lo spettacolo, che nasce da un’idea di Lello Scarano e Bruno Garofalo è dedicato alla canzone napoletana d’autore del cosiddetto ‘secolo d’Oro’, si ripresenta al Trianon con la compagnia capeggiata sulla scena da Maurizio Casagrande.   Si tratta di un genere melodico popolare, un musical d’eccezione, scritto e diretto da Garofalo, dove il pubblico è accompagnato attraverso la storia che si rifà al carosello napoletano. Una realtà partenopea raccontata attraverso le canzoni,  come se facessero un po’ da trama. La compagnia teatrale, composta da attori, cantanti, ballerini, scugnizzi, straccioni popolani, farà rivivere attraverso versi poetici e melodie immortali le voci del mercato,  i venditori ambulanti,  i pazzarielli, e i ‘posteggiatori’,  che rappresentano sulla scena il novecento napoletano Un escursus nella vera canzone napoletana che  rappresenta un boccata di ossigeno che fissa un ritorno alle origini  culturali ed artistiche dell’epoca rappresentata.  Un repertorio intramontabile che rappresenta sicuramente la Napoli bella e viva, la Napoli dell’arte dell’amore I posteggiatori, ad esempio,  sono figure inscindibili dalla storia e dalla cultura di Napoli: per sette secoli menestrelli, musici e cantori hanno vissuto tra il Vesuvio e il mare, spesso viaggiando in paesi lontani per poi tornare ricchi di bei ricordi ma sempre poveri di risorse economiche. Le origini e lo sviluppo della canzone napoletana sono legati a filo doppio con l’arte ‘di strada’ dei posteggiatori, umili e sconosciuti propagatori di poesie e melodie non di rado destinate all’immortalità. La loro arte ha punteggiato il  secolo d’oro della canzone di Napoli. I posteggiatori napoletani furono gli strenui rappresentanti di una tradizione che ha un posto incancellabile nella storia delle espressioni poetiche e musicali della cultura popolare dell’Europa mediterranea.

Non è azzardato far risalire le origini del canto a Napoli sin dai tempi antichi ed alla mitologia ellenica.

La storia racconta infatti che le sirene divennero famose per la dolcezza del loro canto accompagnato dalla cetra o dal flauto.

Una delle sirene più celebrate era Partenope (la vergine) che, delusa in amore da Ulisse, venne a morire su una spiaggia del Tirreno che da lei prese il nome. Solo più tardi Partenope diventerà Napoli.

Ha inizio così la storia della canzone napoletana che, partendo dai menestrelli del Medioevo, passa attraverso i romanzaturi che tra il 1500 ed il 1600 colorarono le piazze di Napoli trasformando gli avvenimenti del popolo e della borghesia in canti e liriche.

Ed è proprio questo scambio e questo intreccio continuo tra la musica popolare ed il canto aulico dei poeti di corte che fa di Napoli una realtà unica al mondo.

Questi cantori girovaghi si organizzarono spontaneamente tra il Vesuvio e Posillipo già intorno al settecento dando vita alla mobilissima quanto poverissima arte della Posteggia.

Dalle taverne del seicento alle osterie e poi le trattorie ed ai ristoranti ed ai salotti privati per proporre i pezzi classici del repertorio di canzoni napoletane.

A muovere questi suonatori erano certamente la passione unita alla necessità, in quanto si trattava di un mestiere poverissimo ed a volte anche con risvolti amari.

Molti dei più illustri compositori ed artisti napoletani facevano i posteggiatori: basti pensare a Giovanni Capurro, autore nel 1883 di ‘O sole mio’.

I Posteggiatori quindi, pur esercitando questo ‘mestiere’ per pochi spiccioli, rappresentano strenuamente una tradizione popolare che ha un suo posto incancellabile nella storia della musica e della poesia dell’Europa Mediterranea.

Il nome più celebre dei posteggiatori è quello di Enrico Caruso che sarebbe diventato il tenore più famoso al mondo.

All’età di diciassette anni Caruso cantava nei caffè e nelle trattorie. Insieme al suo amico Adolfo Narciso, nel 1891 si esibiva ai ‘Bagni Risorgimento’ in Via Caracciolo, dove fu ascoltato dal baritono Missiano che, avendone compreso la bravura, lo affidò al maestro Guglielmo Vergine perché gli desse lezioni di canto. Il resto della storia è noto.

Il successo incondizionato ottenuto nelle due precedenti edizioni d ‘Novecento napoletano’, le sollecitazioni giunte da più parti a ricostituire e rimettere in scena questa felice testimonianza antologica della nostra storia musicale, l’esigenza del mercato internazionale perché sia disponibile per le platee dell’estero una documentazione corretta e spettacolare di tale patrimonio,  spiega Garofalo,  ci hanno spinto a formulare il progetto di questa nuova edizione dello spettacolo rielaborata grazie a una moderna concezione di messa in scena e da una nuova linea drammaturgica, con un nuovo titolo che indica il Trianon Viviani, luogo mitico che ha visto calcare le sue tavole da tantissimi artisti napoletani sin dall’inizio del secolo ventesimo   Le canzoni di Novecento napoletano nacquero in un periodo in cui trionfava il romanticismo, il bel canto, l’opera lirica e le romanze da essa derivate. Tanti musicisti e autentici poeti si cimentarono così in composizioni brevi e concluse, di grande qualità, facilmente accessibili al vasto ed eterogeneo pubblico della città, presentate in manifestazioni popolari e di piazza quali le famose ‘Piedigrotte’.

I tempi, gli avvenimenti, i sentimenti cambiano ed è giusto che ciò sia accaduto. Ma  pare altrettanto giusto non dimenticare quella grande stagione di poesia e di arte che fu il Secolo d’oro della canzone napoletana.

Novecento napoletano al Trianon Viviani di Bruno Garofalo, Angiolina Campanelli e Raffaele Esposito

da un’idea di Lello Scarano e Bruno Garofalo

Con Maurizio Casagrande, in scena Antonio Murro, Susy Sebastiano e Franco Castiglia, e ancòra Fiorenza Calogero, Raffaela Carotenuto, Laura Lazzari, Marianna Liguori, Matteo Mauriello, Salvatore Meola, Gennaro Monti, Cristian Moschettino, Massimo Salvetti e Daniela Sponzilli. Il balletto è composto da Tonia Carbone, Carmine Rullo, Priscilla Avolio, Andrea Cosentino, Alfonso Donnarumma, Antonio Piccoli, Eliana Virgili e Susy Marino. I posteggiatori sono Alessandro Tumolillo, Antonio Gagliotti e Antonello Guetta. I pescatori di Mergellina Ciro Chianese e Giovanni Todisco. La banda vede Alfonso Acquisto al trombone, Gregori Galatan e Michele Auriemma alle trombe, Arcangelo Terracciano al sax, Pasquale Albano al rullante e Antonio Ricci alla cassa e ai piatti.

Gli arrangiamenti musicali sono stati curati da Tonino Esposito. Direttore musicale è Ciro Cascino. I costumi sono firmati da Mariagrazia Nicotra, le coreografie da Enzo Castaldo e le immagini videografiche da Claudio Garofalo.

‘Novecento Napoletano’ è un  grande affresco sulla storia della canzone classica Napoletana, che ha già avuto tre edizioni, e che ha riscosso particolare successo nelle sue tournèe in Argentina, in Francia, in Germania ed in Giappone, dove è stato programmato nelle sedici principali città di quel paese, e dove per la canzone d’autore Napoletana vi è un particolare ed appassionato interesse  ‘Novecento napoletano’ al Trianon Viviani di Napoli andrà in scena tutti i giorni da giovedì 7 a martedì 12 dicembre e da venerdì 15 a domenica 17 dicembre. Le rappresentazioni sono alle 21, tranne le domeniche in cui sono alle 18.

 

Continua, intanto, la campagna abbonamenti del teatro del popolo, che quest’anno propone una nuova formula di abbonamento che consente di scegliere liberamente sette spettacoli tra i sedici programmati nel cartellone. Gli abbonamenti possono essere acquistati presso il botteghino del teatro (aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19; la domenica dalle 10 alle 14), o nelle prevendite convenzionate riportate nel sito istituzionale www.teatrotrianon.org. I prezzi partono da 100 euro.

Novecento napoletano al Trianon Viviani

di Bruno Garofalo, Angiolina Campanelli e Raffaele Esposito

da un’idea di Lello Scarano e Bruno Garofalo  

con

Antonio Murro           Susy Sebastiano           Franco Castiglia

e con   (in o. a.)

Fiorenza Calogero, Raffaela Carotenuto, Laura Lazzari

Marianna Liguori, Matteo Mauriello, Salvatore Meola

Gennaro Monti, Cristian Moschettino, Massimo Salvetti

Daniela Sponzilli

il balletto di Novecento napoletano al Trianon Viviani

Tonia Carbone, Carmine Rullo, Priscilla Avolio, Andrea Cosentino

Alfonso Donnarumma, Antonio Piccoli, Eliana Virgili, Susy Marino

i posteggiatori

Alessandro Tumolillo  Antonio Gagliotti, Antonello Guetta 

i pescatori di Mergellina

Ciro Chianese, Giovanni Todisco

la banda di Novecento napoletano al Trianon Viviani

Alfonso Acquisto, trombone

Gregori Galatan, tromba I

Michele Auriemma, tromba II

Arcangelo Terracciano, sax

Pasquale Albano, rullante

Antonio Ricci, cassa e piatti

con la partecipazione straordinaria di Maurizio Casagrande

arrangiamenti musicali         Tonino Esposito

direttore musicale     Ciro Cascino

costumi                      Mariagrazia Nicotra

coreografie                Enzo Castaldo

immagini videografiche       Claudio Garofalo

regia e scene              Bruno Garofalo

lo spettacolo va ora in scena in un nuovo allestimento esclusivo prodotto da Immaginando e Pragma di Rosario Imparato e Mario Minopoli.

Rosaria Palladino

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