Al Teatro San Ferdinando di Napoli, dal 24 gennaio al 4 febbraio, lo spettacolo scritto e diretto da Ruggero Cappuccio: ‘Desideri mortali’, oratorio profano per Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Al Teatro San Ferdinando dal 24 gennaio al 4 febbraio il nuovo spettacolo scritto e diretto da Ruggero Cappuccio ‘Desideri mortali’, oratorio profano per Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Interpretato da Claudio Di Palma, Ciro Damiano, Gea Martire, Marina Sorrenti, Nadia Baldi, Antonella Ippolito, Ilenia Maccarrone, Rossella Pugliese Simona Fredella, Martina Carpino, Piera Russo e Luca Urciuolo (al piano), Luca Scorziello (alle percussioni). 

Con una numerosa compagnia di interpreti Ruggero Cappuccio  torna al Teatro San Ferdinando di Napoli dal 24 gennaio al 4 febbraio prossimi – su produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale – con il suo nuovo spettacolo ‘Desideri mortali, oratorio profano per Giuseppe Tomasi di Lampedusa’, di cui firma il testo e la regia. Le scene sono di Nicola Rubertelli; i costumi di Carlo Poggioli; le musiche di Marco Betta, Luca Urciuolo, Luca Scorziello; il disegno luci di Nadia Baldi, anche aiuto regia.

Lo spettacolo nasce dai suoni del mare, dal desiderio sfacciato e segreto della morte, dalla memoria come nostalgia di un silenzio che vagheggia suoni inauditi, una sorta di oratorio profano composto e diretto da Ruggero Cappuccio addensato nella rievocazione del mondo poetico di Tomasi di Lampedusa. Una rievocazione tra due lingue, napoletano e siciliano, nell’agone dei suoni e dei sogni di un unico regno, di due Sicilie, di due Napoli, di due terre gemelle che non vorranno mai migliorare, perchè gli uomini che le popolano sono convinti di essere perfetti. Una rievocazione del desiderio di morte che ispira in tutta l’opera di Lampedusa, che cresce e si mostra in una stupefacente solarità intrecciata di vitalismi spossanti, sogni impossibili nella loro assoluta possibilità. Così, la scrittura di Ruggero Cappuccio si dilata come un pentagramma per le note del Gattopardo, degli appunti autobiografici di uno scrittore consacrato ad una sapienza ritmica, ad una forza di materializzazione delle immagini riconosciute solo dopo la sua morte ‘E la scrittura partiva come una larga spirale di lingue, rassodate o liquefatte fra gli echi della grazia ineffabile del francese, della malia barocca dello spagnolo, di certi fiati e certe assonanze arabe. Palermo e Napoli, l’Etna e il Vesuvio, i Borbone e Garibaldi, diventavano specchi onirici deformati, riflessi infedeli di città deflorate da cento culture che arrivavano dal mare inesauste, a celebrare matrimoni di suoni, oscure danze di idee. Nella sospesa dimensione della morte di Lampedusa poteva ancora sognare, con disincantato distacco, senza scampo né appello. E il sognare si convertiva nel dolcissimo supplizio del desiderio’, è una nota di Ruggero Cappuccio al testo Numerose sono le immagini della Sicilia e di Palermo che, per l’intrinseca forza simbolica, sono diventate ormai vere e proprie allegorie viventi di quella ‘sicilitudine’, intesa come categoria dell’anima così come ne parlava Sciascia. La Sicilia e in particolare Palermo sono un tòpos dominante anche nell’opera di Ruggero Cappucciocome emerge da alcuni suoi scritti teatrali come ‘Desideri mortali’e ‘Lighea, i silenzi della memoria’.

Dopo la laurea in Lettere all’Università di Salerno con una tesi su Edmund Kean ed un breve esordio come critico teatrale, si cimenta nel 1996 con Leo de Berardinis e Alfonso Santagata nella co-regia di Re Lear. Come autore di teatro esordisce nel 1993 con l’opera Delirio marginale. Ulteriore prova di maturità la dà con Shakespea Re di Napoli che debutta nel 1994 al Santarcangelo dei Teatri – Festival Internazionale del Teatro in Piazza. In esso, per usare le parole dell’autore: ‘Il più grande drammaturgo di tutti i tempi e quel Basile che Italo Calvino definisce un deforme Shakespeare napoletano, si sono dati appuntamento, una notte, nel labirinto dei sensi e dei suoni’.

‘ …Io sono dell’umore che il Ruggero nostro sia un ‘cortese’ discendente di napoletane ascendenze, di orecchie attente al soffio dei venti che ci recano le volgari sguaiataggini di una Napoli pseudo-melodica neo-avanguardese post-giovanilese modernese, amplificata da piazze plebiscite con sinistri e destri consensi. E grazie a Dio c’è qualche sordo Ruggero amico, che ascolta gli echi di un arcaico presente interiore, compresso dal quotidiano perbene, e ne propone un dissenso aristocratico…’, è la nota di Roberto De Simone su Ruggero Cappuccio.

Desideri mortali
Oratorio profano per Giuseppe Tomasi di Lampedusa
testo e regia
Ruggero Cappuccio
con
Claudio Di Palma, Ciro Damiano,
Gea Martire,
Marina Sorrenti
Nadia Baldi, Antonella Ippolito, Ilenia Maccarrone, Rossella Pugliese
Simona Fredella, Martina Carpino, Piera Russo
e
Luca Urciuolo (piano)
Luca Scorziello ( percussioni)
scene
Nicola Rubertelli
costumi
Carlo Poggioli
musiche
Marco Betta, Luca Urciuolo, Gianluca Scorziello
aiuto regia e disegno luci
Nadia Baldi
assistente alle scene
Fabio Marroncelli
foto di scena
Marco Ghidelli
produzione
Teatro Stabile di Napoli–Teatro Nazionale

Al Teatro San Ferdinando, Piazza Eduardo De Filippo 20

Durata dello spettacolo 1h e 20’ senza intervallo

Orario delle rappresentazioni

24, 26, 30 gen. e 2 feb. ore 21.00  |  25, 31 gen. e 1 feb. ore 17.00

27 gen. e 3 feb. ore 19.00  |  28 gen. e 4 feb. ore 18.00

Info: www. teatrostabilenapoli.it | tel. 081.5524214

Biglietteria: tel. 081.292030 e 081.291878 | e-mail: biglietteria @teatrostabilenapoli.it

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