Al-Shabaab

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da James Hansen il seguente articolo:

Al-Shabaab è un gruppo terroristico jihadista sunnita attivo in Somalia dal 2006. Dal 2012 è la filiale somala di al-Qaeda ed è brutta gente, specializzata in stragi, con una particolare propensione a fare vittime civili.

Nacque originariamente come una sorta di movimento giovanile all’interno dell’Unione delle Corti Islamiche, una formazione che per un po’ ha raggruppato le istituzioni islamiche “di quartiere” di Mogadiscio in contrapposizione al Governo Federale di Transizione somalo. Il GFT “transitò” in qualche maniera fino al 2012, quando fu rimpiazzato dal sempre barcollante Governo Federale Somalo, in ipotetica esistenza ancora oggi. L’Unione delle Corti invece non esiste più da tempo.

Semplificando—ma non troppo—quelli di al-Shabaab sono i perdenti. Cacciati dalle principali città del Paese, si stabilirono come governo in larghe parti dell’entroterra rurale somalo. Ci sono ancora, ma è un mestiere sciagurato. Là, l’economia—se quella non è una parola troppo importante—si basa principalmente sull’allevamento di bestiame per il proprio consumo, con l’occasionale aggiunta di
rimesse dagli emigrati. Puoi spremere quanto vuoi, ma per pagare le tasse la gente del luogo versa del formaggio. È un “failed state”, ciò che resta di uno stato e di una civiltà rurale che non ci sono più.

Toccò allora ad al-Shabaab campare di ciò che potevano rendere queste misere terre, facendo—in economia—un po’ di terrorismo di tanto in tanto per far vedere che esisteva ancora. Cosi, nel 2013 attaccò un centro commerciale, il Westgate Shopping Mall, a Nairobi (Kenia), uccidendo 67 avventori disarmati e ferendone altri 200. Nell’ottobre 2017, due “camion bomba” del gruppo hanno ucciso 587
civili a Mogadiscio. I feriti furono 317.

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Però, al-Shabaab sembra aver deciso di darsi una regolata. In un discorso alla radio, uno dei leader della formazione—Mohammad Abu Abdullah—ha annunciato che nelle aree controllate verrà vietato l’utilizzo dei sacchetti di plastica “monouso”. Abdullah ha spiegato che la decisione è stata presa, “dopo debita considerazione”, per contrastare la “grave minaccia” posta dai sacchetti nei confronti sia delle persone, sia del bestiame. Dopo aver ricordato agli ascoltatori che l’inquinamento causato dalla plastica
è dannoso per l’ambiente, ha aggiunto che il gruppo ha inoltre determinato di vietare il taglio di alberi “rari” come altra misura per proteggere la Terra dall’uomo.

Al-Shabaab non è del tutto nuovo alle uscite “eco-friendly”. Nel 2016 una sua pubblicazione attaccò l’ex Presidente americano Barack Obama per non avere combattuto “adeguatamente” il riscaldamento globale durante la sua permanenza alla Casa Bianca.

Comunque sia, il nuovo posizionamento è decisamente incongruo. Forse è il caso di chiedersi che effetto potrebbe fare alla gente di città—di Mogadiscio almeno—abitare in una misera catapecchia in mezzo al nulla, mangiando lo stesso maledetto formaggio puzzolente due volte al giorno, mattina e sera, per una dozzina d’anni. Forse è giunto il momento di cambiare mestiere.

D’altro canto, Abdullah non ha precisato quali saranno le pene per i trasgressori. Quando non utilizza le bombe, al-Shabaab è avvezzo alla lama e alla decapitazione. Le pallottole costano.

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