Agguato Adinolfi, la rivendicazione della Cellula Olga

E’ stato rivendicato con un comunicato a firma Fai (Federazione anarchica informale)-Cellula Olga l’attentato al dirigente dell’Ansaldo, Roberto Adinolfi. Il volantino è stato recapitato al Corriere della Sera per posta ordinaria. Dal timbro postale si evince che la busta è stata inviata da Genova. Nel lungo testo  viene citata una frase di Adinolfi in cui il dirigente minimizza l’impatto ambientale del nucleare e la portata del disastro nucleare in Giappone di Fukushima. Il titolo della rivendicazione è Il marchio della vita. Nel testo si legge: “Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo dall’anima candida e dalla coscienza pulita”.

La Fai annuncia nuove azioni e, come scritto nella rivendicazione, potrebbero essere almeno otto, tante quanti sono i “membri prigionieri” della Ccf/Fai detenuti in Grecia. “Nelle nostre prossime azioni – dice il documento – il nome degli altri fratelli greci, una azione per ognuno di loro”.

La rivendicazione della Fai a Roberto Adinolfi è considera “attendibile” dalle forze dell’ordine che indagano sull’attentato al dirigente dell’Ansaldo. “Gli anarchici della Fai hanno alzato il tiro e deciso di abbracciare la lotta armata”, sostengono gli investigatori che ritengono “grave e preoccupante” questo “salto di qualita” dell’azione della Fai.

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