Afghanistan, talebani: “Torneranno esecuzioni e amputazione mani”

Esecuzioni e amputazioni sono “necessarie per la sicurezza” e riprenderanno, anche se forse non saranno pubbliche: lo ha dichiarato il ministro responsabile delle carceri nel nuovo esecutivo talebano, Nooruddin Turabi. Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, nel precedente governo talebano degli anni Novanta Turabi aveva ricoperto l’incarico di ministro della Giustizia; è uno dei dirigenti talebani compreso nella lista nera delle Nazioni Unite.

Nel nuovo governo talebano, Turabi è incaricato delle carceri; con altri membri del governo di soli uomini è nell’elenco dei sanzionati delle Nazioni unite. Le sue affermazioni evidenziano come i talebani, che hanno preso il controllo dell’Afghanistan il 15 agosto, restino radicati in una visione profondamente conservatrice e intransigente della religione e del mondo, nonostante si siano dotati di tecnologie come video e telefoni cellulari. Turabi, ora circa 60enne, negli anni ’90 del potere talebano fu ministro della Giustizia e guidò il cosiddetto ministero della Diffusione delle virtù e prevenzione del vizio, di fatto la polizia religiosa. Era noto per la sua spietatezza. Al tempo, i talebani eseguirono condanne a morte nello stadio sportivo di Kabul e nella moschea Eid Gah, spesso di fronte a centinaia di uomini.

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