Missione Isaf: sale a 53 il numero dei militari italiani morti

Con la morte di un militare italiano oggi a Farah sale a 53 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan nel corso della missione internazionale Isaf, iniziata nel 2004. L’ufficiale, che ha perso la vita questa mattina a seguito di un attentato che ha colpito una pattuglia a bordo di un blindato, è la prima vittima del 2013. Nel 2012 i morti sono stati 7. L’ultimo lutto che aveva colpito il contingente italiano risale al 25 ottobre scorso, quando morì il caporale Tiziano Chierotti, 24 anni, ligure di Sanremo, uno dei quattro militari che erano feriti in uno scontro a fuoco a Bakwa. Prima di lui il carabiniere scelto Manuele Braj, trentenne di Galatina (Lecce), era morto il 25 giugno nel centro addestrativo di Adraskan, dopo essere stato colpito da un razzo. In precedenza, sempre nel 2012, il 24 marzo a perdere la vita era stato il sergente Michele Silvestri, 33 anni, durante a un attacco alla base avanzata ‘Ice’ nel Gulistan. Il 20 febbraio erano morti il caporal maggiore capo Francesco Currò, il primo caporal maggiore Francesco Paolo Messineo e il primo caporal maggiore Luca Valente, in seguito ad un incidente stradale avvenuto a circa 20 km a sud-ovest di Shindand. E il 13 gennaio un altro evento luttuoso, con la morte del tenente colonnello Giovanni Gallo, colpito da un malore. Il 13 settembre 2011 erano deceduti, in un incidente stradale nella zona di Herat, il tenente Riccardo Bucci, il caporal maggiore scelto Mario Frasca e il caporal maggiore Massimo Di Legge. Prima di loro, il 25 luglio era morto il primo caporal maggiore David Tobini in seguito alle ferite riportate in uno scontro a fuoco nel villaggio di Khame Mullawi, nella valle di Bala Murghab. Pochi giorni prima, il 12 luglio, a perdere la vita era stato il primo caporal maggiore Roberto Marchini, dell’ottavo reggimento Genio guastatori della Folgore. Il 2 luglio era rimasto ucciso in un attentato a Caghaz il caporal maggiore Gaetano Tuccillo.

Il 4 giugno 2011, il tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu, intervenuto per difendere una donna americana, era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in una località della Valle del Panshir. Il 28 febbraio scorso era stato il tenente Massimo Ranzani a perdere la vita in seguito all’esplosione di un ordigno esplosivo a nord di Shindand. In precedenza, il 28 gennaio, il caporal maggiore scelto Luca Sanna era morto in seguito alle ferite per i colpi d’arma da fuoco esplosi da un presunto appartenente all’Afghan National Army, poi fuggito. Nel 2010, il 31 dicembre, nell’avamposto ‘Snow’, nella valle del Gulistan, aveva perso la vita in uno scontro a fuoco il primo caporal maggiore Matteo Miotto, 24enne, di Thiene. Prima di lui erano morti , il 9 ottobre, sempre in quella zona, quattro alpini vittime di un’imboscata: il primo caporal maggiore Sebastiano Ville, 27 anni, il primo caporal maggiore Gianmarco Manca, 32 anni, il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni e il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, 26 anni. Il 17 settembre 2010 aveva perso la vita invece l’incursore Alessandro Romani, raggiunto da colpi di arma da fuoco in un attentato nella provincia di Farah. Il 28 luglio, un’esplosione nei pressi di Herat uccide Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, specialisti del Genio impegnati in operazioni di disinnesco di un ordigno. Il 25 luglio, un militare muore suicida a Kabul: il capitano Marco Callegaro si sarebbe sparato un colpo di arma da fuoco all’interno del suo ufficio. Il 23 giugno 2010 muore il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Sempre nel 2010, il 17 maggio, un veicolo blindato salta in aria per l’esplosione di un ordigno nella provincia di Herat: muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni, del 32esimo reggimento Genio della brigata Taurinense. Il 26 febbraio 2010 viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario dell’Aise, l’Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due ‘guest house’.

Caduti italiani anche nel 2009. Il 15 ottobre un militare del quarto Reggimento alpini paracadutisti, il caporal maggiore Rosario Ponziano, muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad. Il 17 settembre, sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono: Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Il 14 luglio muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporal maggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni: paracadutista dell’ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade. Il 15 gennaio muore Arnaldo Forcucci, maresciallo dell’Aeronautica, per arresto cardiocircolatorio. Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell’ottavo reggimento Bersaglieri di Caserta. Il 13 febbraio muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L’attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Il 4 ottobre dello stesso anno, muore al policlinico militare del Celio l’agente del Sismi Lorenzo D’Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre durante un’operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D’Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano.

Il 26 settembre 2006, perdono la vita i caporal maggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del secondo reggimento Alpini di Cuneo. Il 20 settembre dello stesso anno muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporal maggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22esima compagnia del secondo reggimento Alpini di Cuneo. Il 2 luglio il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat. Il 5 maggio 2006, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del secondo reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati “Puma”, a sud-est della capitale afghana, quando sono stati investiti dall’esplosione. L’11 ottobre 2005 muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni, effettivo al quarto reggimento Genio Guastatori di Palermo. Viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale. Il 3 febbraio l’ufficiale di Marina, Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni. Il 3 ottobre 2004, il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del terzo reggimento Alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell’esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul.

(Fonte Adnkronos)

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