Afghanistan, bombe Usa su ospedale Msf a Kunduz, 9 morti e 30 dispersi

Bombe americane colpiscono l’ospedale di Medici senza Frontiere (Msf) a Kunduz, in Afghanistan, città sotto il controllo dei talebani e da giorni teatro di scontri con le forze di sicurezza governative.  Almeno 9 persone, tra il personale sanitario, sono state uccise ed altre 30 risultano disperse. Il bombardamento è proseguito per mezz’ora dalla segnalazione alle forze armate Usa e afgane, denuncia Msf su Twitter, aggiungendo che tutte le parti in conflitto, incluse Kabul e Washington, conoscevano le coordinate delle nostre strutture già da mesi. Le forze americane, tramite il portavoce delle forze Usa in Afghanistan, colonnello Brian Tribus, hanno detto che l’operazione potrebbe avere causato danni collaterali ad una struttura medica della citt”. Indaghiamo sull’incidente, ha aggiunto. Le forze Usa hanno condotto un raid aereo sulla città di Kunduz alle 2,15 locali, contro individui che minacciavano le forze. Mentre Kabul sostiene che nell’ospedale si nascondevano 10-15 terroristi, tutti uccisi, ma fra le vittime ci sono stati anche dottori. Circa 80 membri dello staff dell’ospedale, fra cui 15 stranieri, sono stati portati in salvo. I talebani hanno condannato il selvaggio attacco in cui sono stati martirizzati decine di medici, infermiere e pazienti.  L’Emirato islamico dell’Afghanistan, sostiene il portavoce Zabihullah Mujahid, condanna questo crimine americano. Questo gesto, si dice ancora, mostra agli afghani e al mondo la natura spietata ed ipocrita degli invasori e dei loro mercenari. Emergency esprime la sua solidarietà a Medici senza Frontieree condanna fermamente l’attacco. Bombardare un ospedale dove si curano i feriti è un atto di violenza inaccettabile. Un ospedale è un luogo di cura che come tale va tutelato e ciò è possibile solo se gli ospedali vengono rispettati da tutte le parti in conflitto, come previsto dalle convenzioni di Ginevra.  Oggi pomeriggio Msf trasferirà alcuni feriti all’ospedale di Emergency a Kabul. Emergency resta a disposizione di Msf e della popolazione di Kunduz per curare gli altri feriti che potranno essere evacuati dalla città. Emergency, che in Afghanistan gestisce 3 ospedali, 1 centri di Maternità e 45 posti di primo soccorso, è molto preoccupata dal costante peggioramento delle condizioni di sicurezza: nel Paese si combatte in 25 province su 34 e il numero dei feriti e delle vittime civili cresce di mese in mese. La “violenza e l’instabilità in cui sta precipitando l’Afghanistan rende sempre più difficile garantire l’attività degli operatori umanitari e tutto questo rischia di tradursi in un ulteriore danno a discapito della popolazione afgana.

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