Aereo EgyptAir, l’incubo del terrorismo sul volo Parigi-Cairo

Proseguono le ricerche del volo Egyptair partito mercoledì sera dallo scalo parigino di Roissy Charles de Gaulle e atteso quattro ore dopo al Cairo, ma poi scomparso dai radar sopra il mare Egeo. A bordo, come è noto,  viaggiavano 66 persone. L’aereo proveniva dal Cairo, si era fermato sulla pista di Roissy circa un’ora e mezzo per le operazioni tecniche di rito ed era ripartito. Nessun controllo francese a bordo durante quella finestra, notano gli esperti a Parigi ipotizzando una falla nella sicurezza egiziana.  Nessuna allerta sulla sicurezza tecnica del velivolo, un Airbus come ne volano 6.700 in tutto il mondo, in condizioni perfette, consegnato dalla fabbrica alla compagnia nel 2003, 48.000 ore di volo accumulate. A gennaio era stato controllato in Belgio secondo i canoni europei. Il pilota aveva un’esperienza di 6.275 ore di volo, di cui 2.101 su quel tipo di velivolo, mentre il copilota aveva un’esperienza di 2.766 ore. Alla luce del disastro Germanwings, l’aviazione civile greca si è anche spinta ad affermare che alle 2.05, nell’ultimo contatto con i controllori durante il sorvolo dell’isola greca di Kea, il comandante era apparso di buon umore. Le autorità stanno ispezionando una vasta area a sud dell’isola di Creta alla ricerca degli eventuali relitti dell’aereo. Secondo il ministro della Difesa greco Panos Kammenos il volo Egyptair ha effettuato una virata prima di precipitare in mare e l’esercito egiziano afferma che nessun segnale di sos è stato inviato da parte del pilota. In serata, ieri,  una serie di notizie si sono susseguite sul ritrovamento dei rottami, annunciato prima dalla Grecia, poi confermato dall’Egyptair alla Cnn,  e poi smentito sia dalle autorità greche che dalla stessa compagnia aerea. Incidente o terrorismo? Una fatalità o un attentato, un’esplosione a bordo o un attacco dall’esterno? Tutte le ipotesi sono al momento in piedi e fino a sera non è arrivata alcuna rivendicazione. Che possa trattarsi di un attentato tutti l’hanno ipotizzato, nessuno l’ha sancito. Dagli Stati Uniti, fonti dell’amministrazione Obama si sono sbilanciate: ‘Indicazioni di una bomba’, ma poi la Casa Bianca ha frenato. Fra le poche certezze, quella arrivata dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos: ‘Prima di precipitare l’aereo,  avvistato in fiamme dal capitano di un mercantile,  ha effettuato una virata di 90 gradi a sinistra, poi di 360 gradi a destra, precipitando per 22.000 piedi. Poi è sparito dai radar’. L’ipotesi sulla quale convergono un po’ tutti è che qualsiasi cosa sia successa all’Airbus è stata improvvisa, tale da causare un’esplosione, fiamme e l’impossibilità di lanciare un Sos. In Francia, Paese che ancora oggi il capo dei servizi Patrick Calvar ha definito il più minacciato dall’Isis, la ferita del terrorismo è ancora aperta. I volti tesi del presidente Francois Hollande e del premier Manuel Valls sono tornati a parlare ai francesi di morti, di indagini, di impegno nel cercare la verità. Se fosse di nuovo terrorismo, ha sottolineato Hollande, dovremo trarne tutte le conseguenze.   L’Egitto presiederà la commissione d’inchiesta, esperti di Airbus sono partiti dalla sede del consorzio, a Tolosa, diretti al Cairo per appoggiare le indagini. Dall’Egitto, il ministro dell’Aviazione civile Sherif Fathi si è sbilanciato: ‘La possibilità che si sia trattato di un atto terroristico è più forte di quella del guasto tecnico’.

Cocis

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