Accordo al governo sulla regolarizzazione dei migranti: permesso di 6 mesi per 500.000 stranieri

Il governo avrebbe trovato un accordo sulla regolarizzazione dei migranti per il lavoro nei campi, uno degli ultimi tasselli che mancano per completare il complesso mosaico del famoso decreto Rilancio, fu decreto aprile.

 L’accordo di massima sarebbe stato raggiunto nel corso di una serrata trattativa notturna tra le forze di maggioranza. Arbitro della partita il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, reduce da un incontro con Italia Viva, avvenuto solo pochi giorni fa.

 Stando a quanto emerso, si va verso un permesso di sei sei mesi, convertibile in permesso di lavoro, per circa 500.000 stranieri. Il permesso sarà conferito in seguito ad accertamenti. Potranno ottenere il permesso le persone in grado di dimostrare di aver svolto attività lavorativa nel settore agricolo. E qui si pone il primo problema. Molti dei braccianti hanno lavorato in nero, quindi difficilmente potranno fornire documenti. Resta da capire quindi in base a quali criteri si svolgerà la selezione. La regolarizzazione, nei piani della Bellanova, dovrebbe interessare circa 500.000 stranieri, a fronte dei 200.000 braccianti che mancano nei campi secondo le organizzazioni agricole.

 La regolarizzazione interesserà anche le colf e le badanti che lavorano in nero. I dettagli verranno messi a punto in occasione del prossimo Cdm durante il quale si dovrebbe mettere a punto il nuovo decreto.

In realtà sono ore frenetiche per riuscire a scogliere gli ultimi nodi del decreto rilancio. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2020 c’è stata una riunione fiume tra il premier Conte e i capi delegazione della maggioranza per trovare un compromesso sul provvedimento che rischia di subire un nuovo rinvio. In queste ore i contatti tra i partiti continueranno ma le distanze su alcune misure restano e il presidente del Consiglio non ha ancora convocato la riunione consueta che precede il Cdm.

I nodi da sciogliere sono due ma lo stallo più importante resta quello sulla regolarizzazione dei migranti. Leu e Pd appoggiano la ministra Teresa Bellanova sulla proposta di regolarizzare i 600mila migranti presenti in Italia. Ipotesi non condivisa dal MoVimento 5 Stelle che potrebbe convergere sulla proroga del permesso di soggiorno per tre mesi, soluzione condivisa dalla Lega. I dubbi di Italia Viva restano con il compromesso che non è stato trovato. Punto di incontro che manca anche sul taglio dell’Irap con i renziani che frenano chiedendo del tempo per riflettere sulla misura.

 Difficoltà e riflessioni che potrebbero portare ad un nuovo rinvio del Consiglio dei ministri. Il premier Conte, come scritto da Repubblica, non ha ancora convocato la riunione che precede il vertice della maggioranza per dare il via libera al provvedimento. Nel pomeriggio ci potrebbero essere ulteriori incontri tra il premier Conte e i capi di delegazione con il Cdm che a questo punto rischia di slittare alle prime ore di martedì 12 maggio 2020. Non esclusi, però, ulteriori rinvii visto che l’accordo definitivo ancora non c’è.

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