Il 4 agosto del 1983 Thomas Sankara, uno degli uomini politici tuttora più amati in Africa, diventa Presidente del Burkina Faso.
Il 4 agosto del 1983 Thomas Sankara, uno degli uomini politici tuttora più amati in Africa, diventa Presidente del Burkina Faso. Restò in carica per 4 anni, poi venne assassinato durante un colpo di Stato promosso dalla Cia e dai servizi segreti francesi.
Il 29 luglio del 1987 ad Addis Abeba, durante un vertice dell’Organizzazione dell’Unità Africana, tenne uno dei suoi ultimi discorsi e disse: «Il debito è ancora il neocolonialismo con i colonizzatori trasformati in assistenti tecnici. Anzi, dovremmo invece dire “assassini tecnici”. Sono loro che ci hanno proposto i canali di finanziamento dei finanziatori. Questi finanziatori ci sono stati consigliati, raccomandati. Ci hanno presentato dei dossier e dei movimenti finanziari allettanti. Noi ci siamo indebitati per 50, 60 anni e più. Cioè siamo stati portati a compromettere i nostri popoli per 50 anni e più. Il debito nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo tout court, di quelli che hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso».
Rileggete queste parole e poi pensate all’Africa oggi…
Alessandro Di Battista
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