Abracadabra: la notte dei miracoli incanta il Teatro Ghione

Ieri sera ho assistito alla nona edizione di “Abracadabra – La notte dei miracoli” al Teatro Ghione, uno spettacolo che ha saputo trasformarsi in un vero e proprio viaggio nel tempo e nelle emozioni. Ad aprire la serata i padroni di casa i Disguido, al secolo Guido Marini e Isabella Zanivan, serata poi condotta da Mago Lupis con Laura De Paolis.
Per chi scrive è stato un ritorno all’infanzia e alla spensieratezza, ma con una consapevolezza più adulta: un’esperienza più intensa, più autentica, più potente.

Sul palco si sono alternati artisti di livello mondiale come Artem Shchukin, Maxim, Beryl Trupin, Rémi Lasvènes e, soprattutto, i travolgenti The Phobias, capaci di conquistare un pubblico eterogeneo, composto da spettatori di tutte le età.

La serata si è aperta con una riflessione sull’etimologia della parola “Abracadabra”, che in antico aramaico significa: “Così creo mentre parlo”. Un manifesto poetico della magia, intesa non solo come intrattenimento ma anche come confronto con l’ignoto. Perché, come hanno ricordato i conduttori, il divertimento esiste solo nell’alternanza con la paura.

La prima esibizione è stata affidata a Maxim, che ha incantato la platea con un numero suggestivo: un’onda che nasce da un’esplosione, luci di candele, colombe apparse dal nulla. Un semplice fazzoletto bianco si irrigidisce fino a diventare una candela, si moltiplica, torna a essere tessuto e infine dà vita a due colombe, forse simbolo e augurio di pace.

Il racconto è poi proseguito con un tuffo nella storia della magia e con la figura leggendaria di Harry Houdini, nato nel 1874 e “scomparso” nel 1926 – perché i maghi, si sa, non muoiono mai davvero. Houdini teorizzò la libertà come stato mentale, sostenendo che le uniche vere catene sono quelle della mente, e diede vita all’escapologia. I Lucchettino hanno replicato con successo uno dei suoi celebri numeri di fuga, strappando applausi convinti.

È stata quindi la volta del mago Lupis, affiancato da Laura De Paulis. Un volontario dal pubblico ha scelto il due di picche e ha riposto il mazzo nella propria giacca. Laura, legata, bendata e chiusa in una cassa, è riuscita incredibilmente a recuperare proprio quella carta, senza mai toccare il mazzo. Subito dopo, Lupis ha stupito il pubblico spostando misteriosamente i nodi da una corda all’altra.

Grande eleganza e precisione per Beryl Trupin, artista originaria delle Mauritius e scelta nel 2022 per rappresentare la Francia ai campionati mondiali di magia. Il suo numero ha visto un drappo entrare e uscire da un pallone gonfio e sigillato senza mai essere toccato, per poi culminare con la comparsa di una colomba da un semplice palloncino.

Non è mancato il momento comico con la “magia del palloncino”, una divertente parodia dell’alcol test: un palloncino viene gonfiato, fatto scoppiare con uno spillo e, al suo interno, appare una bottiglia di vino. Il tutto accompagnato da un monologo ironico su un amore non ricambiato, “colpa” dell’incapacità di eseguire il gioco delle tre carte.

Dal sorriso allo stupore con Jaime Figueroa, artista madrileno che ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo. A ritmo di flamenco ha fatto sbocciare fiori da una candela, separato anelli impossibilmente uniti e fatto “teletrasportare” una colomba da una gabbia alla sua mano.

Il mago Lupis è poi tornato in scena creando dal nulla una banconota da 50 euro, precedentemente prestata dal pubblico, prima dell’intervallo.

Nel secondo tempo, lo spettacolo ha reso omaggio alla storia del cinema, nato dall’ingegno del prestigiatore Georges Méliès e perfezionato dai fratelli Lumière: il cinema, a tutti gli effetti, come forma di magia moderna. Suggestiva la scena western proposta dal duo Disguido, capace di emozionare e coinvolgere.

Inquietante e affascinante l’esibizione dei The Phobias, con un uomo che lentamente prende vita all’interno di una giacca, in un numero sospeso tra illusione e teatro dell’assurdo.

A chiudere, l’artista francese Rémi Lasvènes, entrato nel mondo del circo a soli undici anni e selezionato in giovane età per rappresentare la Francia nei campionati mondiali del circo, confermando ancora una volta l’altissimo livello internazionale dello spettacolo.

“Abracadabra – La notte dei miracoli” si conferma così non solo un varietà di magia, ma un racconto emozionale che unisce storia, poesia, comicità e stupore. Una serata capace di far credere, ancora una volta, che l’impossibile possa diventare reale.

Marco Zucchi

Circa Barbara Lalle

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