A Pianoro l’ultimo saluto ad Alice, la zia: “Ora vogliamo giustizia”

Una chiesa stracolma. Rabbia, disperazione, ma soprattutto dolore sui volti provati di parenti ed amici che oggi hanno rivolto l’ultimo saluto ad Alice Gruppioni, la ragazza travolta ed uccisa a Venice Beach da un’auto in corsa. “Abbiamo un dovere di preghiera forte in questa messa per coloro che hanno il cuore particolarmente straziato: Christian, Valerio, la mamma Barbara, Naike, Carlotta e le nonne”. E’ il commento commesso del parroco della chiesa  Santa Maria Assunta di Pianoro, monsignor Paolo Rubbi, che ha così dato inizio alla cerimonia funebre

A rendere omaggio ad Alice, anche Pierferdinando Casini; Giorgio Prodi, figlio dell’ex premier Romano; Alfredo Cazzola, ex presidente del Bologna Calcio di cui Valerio Gruppioni, padre di Alice, é stato vicepresidente negli anni Novanta. La società era presente anche con un gonfalone, portato da due giovani della squadra Primavera. In chiesa, anche il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini, la cui azienda sta poco distante dalla Sira. Ma soprattutto hanno voluto salutarla dipendenti e operai dell’azienda in cui Alice lavorava da quando aveva 18 anni. In chiesa non é stato consentito l’accesso a telecamere e fotografi durante la celebrazione.

Rose rosse per Alice.  Ad ornare il feretro con la salma di Alice Gruppioni,una  grande corona di rose rosse con scritto ‘tuo marito’.

Zia Alice, ora vogliamo giustizia . “Mi aspettavo di riaverla indietro. Ma visto che non è così, vogliamo giustizia”. E’ lo sfogo di Katia Gruppioni, alla camera ardente della nipote Alice, uccisa a Venice Beach. La sorella del padre della ragazza, Valerio, è tornata ieri dalla California con l’aereo che portava il feretro. “E’ inspiegabile che una figlia parta per il viaggio di nozze e non poterla riabbracciare più”. Il marito di Alice, Christian, ha aggiunto, “probabilmente si chiede continuamente perché non sia toccato a lui”

Autista: “Non sono colpevole”. L’uomo accusato di essersi schiantato al volante della propria auto contro la folla a Venice Beach, causando la morte di Alice Gruppioni, si dichiara non colpevole. Nei confronti di Nathan Campbell pende l’accusa di omicidio, 16 capi d’accusa per aggressione con un’arma letale e 17 capi d’accusa per fuga. Campbell dovrà presentarsi in tribunale il 4 settembre. Se sarà riconosciuto colpevole rischia il carcere a vita.

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