A cosa servono i numeri rossi sul metro a nastro? Ecco cosa indicano e perché sono fondamentali

Abbiamo spiegato a cosa servissero i piccoli “rombi” posizionati alle estremità laterali dei metri a nastro, uno degli strumenti essenziali per la misurazione di spazi, materiali e oggetti, quando si fanno lavoretti in casa. Oggi invece, vi sveliamo l’utilità di alcuni numeretti posti sull’attrezzo tanto caro a muratori e addetti ai lavori, che si differenziano dagli altri per la loro inaspettata colorazione rossa.

A cosa servono i metri a nastro?
Prima di arrivare alla risposta che vi abbiamo posto, è bene ricordare, per chi non lo sapesse, che i metri a nastro sono generalmente costituiti da una lunga lama flessibile in acciaio (il nastro) avvolta all’interno di un involucro di plastica o metallo con un meccanismo a molla per ritrarre il nastro dopo averlo esteso. Sebbene le marcature possano variare, le migliori marche di metri a nastro includono una grande quantità di informazioni utili, a patto che chi le legge sappia come decifrarle.

Uno dei primi consigli per usare un metro a nastro come un professionista è scegliere quello giusto. Immaginate di dover misurare qualcosa e che l’unico metro a nastro disponibile abbia la custodia così usurata da non riuscire a leggere le tacche, rendendo impossibile determinarne la lunghezza. Se è troppo corto, cercare di usarlo sarà una perdita di tempo, perché allungandolo eccessivamente si rischia di danneggiarlo irreparabilmente. Il modo migliore per evitare questo inconveniente è cercare la lunghezza totale del metro a nastro stampata in rosso entro i primi centimetri (o 3 pollici per gli amici anglosassoni).

Cosa sono i numeri rossi?
I numeri rossi su un metro a nastro sono un esempio delle marcature speciali presenti su questi strumenti. Ora, per noi europei (e per tutti coloro che utilizzano il sistema metrico) può sembrare un po’ complicato da capire, ma tutto ha una spiegazione: i segni rossi più evidenti su un metro a nastro si trovano in genere a intervalli di 16 pollici (40 cm), proseguendo poi a 32, 48, 64, 80 e 96 pollici.

Cosa indicano?
Negli Stati Uniti, dove usano il sistema imperiale per l’appunto, questa spaziatura corrisponde alla distanza tra i centri per i montanti verticali delle pareti e le travi orizzontali del pavimento nelle costruzioni residenziali e commerciali leggere. L’utilizzo di una spaziatura di 16 pollici ottimizza l’integrità strutturale del telaio, consentendo al contempo un risparmio di materiale.

Questa dimensione specifica è direttamente correlata alle misure standard dei pannelli come cartongesso, compensato e altri materiali. Questi pannelli sono quasi universalmente prodotti con dimensioni di 4 piedi di larghezza (121 cm) e 8 piedi di lunghezza (243 cm), ovvero 48 pollici per 96 pollici. Poiché sia 48 che 96 pollici sono perfettamente divisibili per 16, un elemento di intelaiatura posizionato ogni 16 pollici garantisce che i bordi dei pannelli si allineino sempre esattamente al centro di un montante o di una trave. Ciò consente un fissaggio solido lungo tutto il perimetro di ogni pannello.

Ma per noi europei? I metri a nastro generalmente presentano sia la misurazione imperiale che quella metrica. In casi come questo potrete notare che i numeri rossi, nel metro a nastro metrico si susseguono una volta ogni 10 centimetri, decisamente più intuibile, almeno per noi.

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