Ultimo incontro della giornata, per le consultazioni del presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, con i rappresentanti dei gruppi politici: in corso l'incontro con Forza Italia, rappresentata dalle capogruppo Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini e dal vicepresidente Antonio Tajani. Nella delegazione, che è quella di Fi-Udc- è presente anche il centrita Antonio De Poli. +++ TWITTER/CAMERA DEI DEPUTATI +++

Completati gli incontri di Draghi. Cinque Stelle in fase di stallo

‘La nostra posizione non è mutata. Fratelli d’Italia non voterà la fiducia al governo Draghi’,  Giorgia Meloni, al termine di un’ora di colloquio con il premier incaricato, conferma il no al prossimo esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce’. È stato un incontro interessante sui contenuti’, ha riferito la leader di Fratelli d’Italia che era accompagnata dai capigruppo di Camera e Senato. Un confronto ‘franco’ sui contenuti perché resta intatta la volontà di collaborare dall’opposizione in   modo costruttivo. Come nei giorni scorsi è stata confermata la piena disponibilità a votare i provvedimenti che si riterranno condivisibili e  utili ai cittadini. La Meloni ha inviato a Draghi le proposte di Fratelli d’Italia sul Recovery Fund.’Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte di notte’, sorride l’ex ministro della Gioventù. Ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica. Il no alla fiducia è una scelta pienamente politica, che – ha ribadito – non ha a che fare con un pregiudizio nei suoi confronti. Ma l’Italia non è democrazia di Serie B. Sarà voto contrario o astensione? ‘Aspettiamo il quadro completo: squadra di governo, programma articolato’,  risponde la leader di FdI.

La posizione di Fratelli d’Italia, che ha suscitato polemiche, attacchi riflessioni, è la stessa di sempre. Quella che vede nelle elezioni la soluzione più giusta per uscire dalla crisi e dalle operazioni di palazzo. L’unica possibilità di una partecipazione di Fratelli d’Italia era legata alle assicurazioni di un governo a tempo.  Che Draghi,  né il Colle,  hanno mai dato. ‘Voterei sì a un governo che mette in sicurezza Recovery e consenta il piano vaccinale, al massimo fino a settembre’, aveva detto la Meloni. ‘Lo valuterei. Ma non posso votare un governo di legislatura’.

Nessuna polemica con gli alleati che hanno fatto scelte ben diverse. ‘Non intendo polemizzare con Forza Italia e Lega’, ha detto chiaramente la Meloni che ha insistito sulla sostanziale unità di intenti. Il centrodestra rimane una coalizione che lavora per andare al governo insieme. Si è diviso ma poi si è ricostruito. Alle amministrative ci presenteremo insieme – prosegue – non ho intenzione di polemizzare con gli alleati, spero che anche loro non lo facciano, siamo convinti delle scelte che abbiamo fatto’.

Meloni è stata l’unica coerente su Draghi. Di fatto farà opposizione da sola. Giorgia Meloni è stata l’unica  coerente in questa vicenda,   che vede la beatificazione e la santificazione di Draghi, con tutti, dico tutti, pronti ad arrampicarsi sul suo carro. Senza nulla togliere alle grandi capacità di Draghi in termini di curriculum e di contatti strategici internazionali. Da un punto di vista prettamente politico è chiaro che non ha una base politica  pregressa. Ma la problematica non si trova qui. Pensate per vaghezza se era mai possibile una realtà del genere nella Prima Repubblica. Sarebbe stato mai possibile una realtà del genere con Bettino Craxi o Giulio Andreotti? Rispondo io: ‘Non sarebbe mai stato possibile’. Questo ci dice innanzitutto una cosa: ‘Sale e capacità politica sono scomparse dal nostro Paese’. Oggi abbiamo formazioni politiche guidate da ex comici, un professore universitario che diviene premier, un leader di partito che sconfessa le sue strategie in termini di migranti o altro, un segretario di partito, che non è Enrico Berlinguer, purtroppo, che timido sposa le idee, ancora non esposte del futuro premier, e lega con gli sconfessati anticasta pentastellati. L’unico segretario che si oppone  a tutto questo è stata Giorgia Meloni, chiedendo elezioni senza salire sul carro. ‘Sarò all’opposizione, votando quello che realmente mi convince e che fa bene al futuro del Paese’, afferma. Un comportamento corretto e politicamente patriottico.

La formazione del governo Draghi si trova in una impasse: se da un lato quasi tutte le forze politiche hanno confermato, come detto, il sostegno al premier incaricato, dall’altro non sono mancati diktat e condizioni imposti soprattutto dai Cinque Stelle. Al secondo giro di consultazioni hanno preso parte il reggente Vito Crimi e il fondatore Beppe Grillo, che hanno conseguentemente scelto di congelare il voto sulla piattaforma Rousseau in attesa di una mossa del premier.

Ma cosa si aspettano i Cinque Stelle dal governo Draghi? Al momento i punti su cui Beppe Grillo ha posto particolare enfasi sono il reddito di cittadinanza e la creazione di un ministero di transizione ecologica per la tutela dell’ambiente. Ma dall’intervento di Grillo si evince anche l’importanza che potrebbe avere un discorso pubblico di Draghi che potrebbe quindi convincere anche i più scettici del Movimento.

‘Aspettiamo lui che abbia le idee chiare, perché lui dirà cosa vuol fare’, ha detto Grillo annunciando la temporanea sospensione del voto su Rousseau, suscitando le ire degli elettori che invece spingono per poter dire la propria. Sui social del garante, infatti, sono molti i commenti degli utenti che hanno espresso qualche rimostranza in merito alla scelta di attendere.

Il nodo da sciogliere sembra riguardare proprio il ministero per la transizione ecologica, da affidare a una figura di alto profilo, che andrebbe in qualche modo a modulare gli investimenti futuri del Paese, secondo le speranze di Grillo. Un sistema che potrebbe prevedere ‘bonus per le aziende che sono in sintonia con l’ambiente e malus per chi non lo è’, al fine di allineare l’Italia agli altri Paesi europei.

Per Grillo, la nascita di questo ministero costituirebbe però una condizione di esclusione dal governo per la Lega: ‘La Lega di ambiente non ha mai capito nulla’,  ha affermato il fondatore del M5s, sottintendendo quindi di voler tagliare fuori il Carroccio nonostante la svolta ‘europeista’ di Salvini.

L’indice di gradimento verso Draghi aumenta con le rappresentanze degli Enti locali, per noi è importante”. Il presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, dice  al termine delle consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi: ‘Abbiamo chiesto un incontro urgente come conferenza delle Regioni e delle province autonome perché non eravamo riusciti ad incontrare il premier Giuseppe Conte. Serve la più concertata e condivisa collaborazione, anche perché “nessun governo senza la compartecipazione degli enti locali può riuscire a mettere a terra in pochi anni oltre 200 miliardi di euro’.

‘Abbiamo ringraziato a nome degli ottomila sindaci italiani il professor Mario Draghi per questo incontro dalla valenza forte dal punto di vista simbolico e sostanziale che è un riconoscimento del ruolo di sentinelle del territorio che svolgono i sindaci, abbiamo voluto dare spunti per traghettare il Paese verso la ripresa, il futuro del Paese non può fare a meno della capacità di mediazione dei sindaci e abbiamo presentato il piano Città Italia in dieci punti e offerto la nostra collaborazione per il piano di vaccinazione’, ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro dopo le consultazioni.

‘Abbiamo manifestato al presidente Draghi oggi e domani il nostro sostegno per la ripresa. Le banche sono impegnate e preoccupate per i rischi conseguenti alla pandemia per le imprese e conseguentemente le banche stesse’, afferma  il presidente Abi Antonio Patuellial termine delle consultazioni con Draghi: ‘I provvedimenti di questo anno a sostegno dell’economia produttiva abbiamo chiesto che non vengano interrotti anzitempo, che abbiano una durata più lunga della pandemia e quando sarà finalmente conclusa che vengano ridotti gradualmente senza immediatezza  senza integralismi e automatismi perché occorre dare tempo alle imprese in una situazione di ritrovata normalità per riprendere a lavorare in maniera ordinaria e riprendere a pagare con gradualità, senza strattonamenti, i debiti contratti nella pandemia e per cui hanno chiesto le moratorie. Draghi è molto consapevole della situazione e dei rischi dei crediti deterioranti, è un problema e per guardare in avanti’.

‘Abbiamo espresso il nostro più convinto sostegno all’azione di Draghi e la viva speranza che il consenso sia ampio e solido. C’è davvero molto da fare e bisogna farlo presto e bene. Confindustria non intende alimentare in alcun modo indiscrezioni su che cosa il presidente Draghi intenda fare, non solo per l’assoluto rispetto che portiamo al presidente incaricato ma perché siamo convinti che il programma del presidente dovrà essere reso pubblico quando sarà lui ad illustrarlo al Parlamento’, ha detto Carlo Bonomi, presidente Confindustria, dopo l’incontro con il presidente incaricato.

Tralasciando gli altri incontri tenuti da Draghi possiamo notare che tutti si sono uniti nei cori di peana e ditirambi,  come fa  chi vede una magnifica portaerei entrare in uno stagno. Dalla portaerei scenderanno uomini, in grado e pronti, a sanificare il piccolo stagno portando benessere e felicità a tutti coloro che lo abitano. Ovviamente, noi che ci occupiamo di portare informazioni, notarili e non, auguriamo futuri successi a Capitan Draghi che oltre ogni dubbio conseguirà nell’impresa futuri e riconosciuti successi.

Cocis

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