Coronavirus, Conte: ‘Non c’è ancora una data ma già programmiamo la fase 2’

Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, riunirà questa sera alle 19.30 i capigruppo di maggioranza. La riunione avrà al centro il decreto Cura Italia e le prossime misure economiche che il governo si prepara a varare per affrontare l’emergenza Coronavirus.

“Non siamo in grado di dire ora quando terminerà” l’emergenza. “Sarei la prima persona contenta” di poter “allentare le misure”. Lo ha detto il premier alla tv spagnola La Sexta. “Posso dire che vogliamo uscire quanto prima dalla fase di emergenza più acuta. Già ora stiamo programmando una nuova fase di gestione dell’emergenza, in cui allentare alcune misure e apprendere a convivere con il virus”. Infine “arriverà la fase dell’uscita definitiva, per ricostruire il tessuto economico e sociale e per il rilancio dell’economia”.

“E’ evidente che gli Eurobond sarebbero una risposta efficace”, ha affermato Conte. “Ho ragionato di un progetto ampio che esprima una politica fiscale in grado di rafforzare tutti gli Stati europei in modo che si possa reagire contro l’emergenza finanziaria”, ha sottolineato Conte, ricordando la sua proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan.

Nessun allentamento della stretta anti-coronavirus, per ora non cambia nulla. Lo si farà appena sarà possibile. Intervistato da ‘Il Fatto quotidiano’, il premier Conte avverte che non c’è ancora una decisione per il dopo: si entrerà nella fase 2 solo quando gli esperti lo diranno e solo a partire da alcuni settori. Quanto alle misure economiche, Conte torna sul decreto per assicurare liquidità alle imprese – che si spera di portare al Consiglio dei Ministri già venerdì prossimo – e poi sul varo, che si auspica prima di Pasqua, di una sorta di manovra di nuove misure rilevanti.

Ieri abbiamo concordato di stralciare le misure per assicurare liquidità soprattutto alle imprese, come ha anticipato il ministro Gualtieri. Stiamo preparando un apposito decreto, spero di riuscire, come detto,  a portarlo già in Consiglio dei ministri venerdì proprio per consentire alle imprese un più agevole accesso ai finanziamenti delle banche, fino a 200 milioni di euro, con la garanzia di Stato. Poi vareremo, mi piacerebbe prima di Pasqua, una sorta di manovra di nuove misure economiche di importi molto rilevante”.

Il premier Conte ha poi ribadito come il governo non ha alcuna intenzione di procedere con la nazionalizzazione delle imprese. “Non intendiamo nazionalizzare nessuna impresa, piuttosto lavoriamo per tutelare i nostri asset strategici con lo strumento del ‘golden power’, da rinforzare anche a livello europeo per le operazioni intra-comunitarie”

Nella parte conclusiva della sua intervista al Fatto Quotidiano Giuseppe Conte ha parlato del rapporto con l’Europa. La sensazione del Presidente del Consiglio è che il vento stia cambiando. E la conferma sembra arrivare anche dalle ultime dichiarazioni di Ursula von der Leyen, che in una lettera a la Repubblica ha ammesso gli errori commessi dall’Ue nella prima fase dell’emergenza. “In Europa il vento sta cambiando. Qui il Mes non c’entra nulla. Ma arriveranno anche altri strumenti: provvedimenti corposi, contro l’emergenza sanitaria e per il sostegno al reddito. Dobbiamo ragionare in ottica europea. Non togliamo un euro a nessuno”.

Intanto, non si ferma il dialogo tra maggioranza e opposizione. In serata è in programma un incontro con i capigruppo del Governo per discutere del secondo decreto economico dopo le indicazioni arrivate dal Centrodestra. Da Giorgia Meloni, però, arriva un invito al premier maggiore “serietà e responsabilità“. “Rimango di stucco – ha detto la leader di Fratelli d’Italia – di fronte alle parole del presidente Conte che in un’intervista definisce le nostre proposte pretestuose e irrealizzabili. Non è il tempo della propaganda“.

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