Maroni: Berlusconi sostiene Monti per tutelare le sue aziende

Silvio Berlusconi ha deciso di rompere con la Lega Nord e di sostenere il governo Monti non per ragioni politiche ma per interesse personale e delle sue aziende. Ne è convinto l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha ribadito il suo pensiero nel corso di un comizio. “E’ incredibile per noi vedere la posizione in cui si è messo Berlusconi – ha detto il leghista – la decisione, nefasta, che ha preso di sostenere questo governo. Perché rinnega gran parte degli impegni che lui e il Pdl hanno preso assieme a noi nella campagna elettorale del 2008”. L’antagonista di Umberto Bossi alla guida della Lega Nord sa che, con le elezioni amministrative alle porte, deve riconquistare la fiducia degli elettori padani. E per aumentare il consenso elettorale deve attaccare tutti, a partire dal Cavaliere. Il punto, secondo Maroni, è che “se non hai coerenza sui tuoi programmi, sulle tue idee, sui valori che stanno alla base della politica, in primo luogo l’etica e l’onestà dei comportamenti – ha osservato l’ex ministro dell’Interno – tu fai politica per gli interessi, tuoi personali, dei tuoi gruppi aziendali; qualche cosa che non c’entra niente con la politica come la intendiamo noi, con la P maiuscola”. Ed ecco la fine staccata ‘finale’ di Maroni. “Non sono riuscito a trovare altri motivi per cui Berlusconi ha preso quella decisione di staccarsi da noi, di rinnegare gli impegni presi con gli elettori e di sostenere il governo Monti. La rottura dell’alleanza c’è stata ed è stata determinata dalle scelte sbagliate fatte da Berlusconi e dal Pdl”.

Un Popolo delle Libertà che per il leghista è in caduta libera nei sondaggi tutto a favore della Lega soprattutto nelle regioni del nord. “Oggi ho visto l’ultimo sondaggio che dava il Pdl addirittura al 21 per cento, in grande calo. E la Lega in grande crescita, oltre l’undici per cento. In Padania quasi ovunque siamo davanti al Pdl ormai”. Per Maroni il Pdl “paga il sostegno al governo Monti” e la mancata ‘coerenza’ con l’impegno preso con gli elettori nel 2008. Si dice non preoccupato di una riforma della legge elettorale (“Qualunque legge facciano supereremo qualsiasi soglia di sbarramento”) e dice no ad ammucchiate nel 2013. “Non ci piacciono le ammucchiate. Berlusconi ha detto che la Lega può venire nel 2013 assieme a tutti. State lì, state lì voi. Noi andiamo avanti da soli per la nostra strada”.

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