Monti: Riforma del lavoro anche senza i sindacati

La riforma del mercato del lavoro sarà presentata al Parlamento entro la fine di marzo “anche senza l’accordo delle parti sociali”. Il presidente del consiglio, Mario Monti, parlando alla comunità finanziaria di Piazza Affari a Milano ribadisce la necessità di varare questo provvedimento ritenuto fondamentale per la crescita dell’Italia. “Siamo molto fiduciosi che entro fine marzo presenteremo al Parlamento un provvedimento sulla riforma del lavoro con l’accordo delle parti sociali. Lo presenteremo comunque – ribadisce il premier –  speriamo di presentarlo con l’accordo delle parti sociali”.  “E’ un tema troppo importante perché possiamo consentire poteri di blocco troppo paralizzanti”, spiega al gotha della finanza il presidente del consiglio. “Esiste una parte non seduta a quel tavolo cioè i giovani, la nostra vera consituency. Non vogliamo ripetere situazioni in cui chi dalla prossima primavera governerà dovrà rimediare a politiche poco lungimiranti del passato” come accaduto anche nel nostro Paese. Monti a Piazza Affari smentisce le voci di una manovra finanziaria bis “perché sono incorporati margini di prudenza”. La Borsa italiana, ha detto Monti in apertura dell’incontro con l’elite della finanza, “é una delle ricchezze del nostro sistema: il numero delle società quotate è ancora inferiore rispetto alle altre realtà europee. Una Borsa con un numero più alto di imprese quotate può dare un contributo fondamentale” per la crescita.

Venerdì, ha annunciato il premier, il Consiglio dei Ministri esaminerà il pacchetto di semplificazioni fiscali. Il governo vorrebbe ridurre la pressione fiscale, soprattutto per le fasci deboli, utilizzando il gettito proveniente dalla lotta dell’evasione. Si parla, con una certa insistenza, della riduzione dell’aliquota dal 23% al 20%.

Parlando di crescita, Monti, ribadisce che “l’Italia ha bisogno di crescita, non può crescere da sola. L’Italia ha bisogno che l’Europa riconosca il bisogno di crescita dell’Italia”, ha aggiunto il premier. “Uno degli elementi su cui il paese ha lavorato e lavorerà (anche oggi all’Eurogruppo), spiega Monti, è premere sulla “attenzione al più pericoloso focolaio”, quello greco. Bisogna, insomma, evitare che nuove perturbazioni finanziarie possano incrinare il cammino dell’eurozona. “Il gioco in Ue deve essere più ampio, non sentiamo la necessita di tenerci soltanto a questi due partner”, ovvero alla Francia e alla Germania, ha aggiunto Monti. Bisogna puntare su quei “Paesi fuori dall’eurozona con voglia di riforma e di crescita”. Al mondo della finanza riunito nel palazzo della Borsa, il presidente del consiglio conferma che non è nel programma di governo “una riforma delle autorità di vigilanza e controllo. Siamo lì per poco tempo e dobbiamo commisurare tempo, ambizioni e priorità”. Insomma un tema prettamente politico che dovrà essere affrontato dal nuovo esecutivo.

Domani sui siti internet i redditi dei ministri. Domani sui siti usciranno, non richieste dalla legge, le dichiarazioni patrimoniali dei membri del governo. Lo conferma il premier Mario Monti durante il suo intervento a Piazza Affari. “Proporrò – ha aggiunto Monti – poi che tutto il personale politico e amministrativo di alto livello si sottoponga a qualcosa di analogo”. Il presidente del consiglio ha raccontato che, cercando buoni esempi, è andato a vedere sui siti “dei capi di governo del G7”. “E ho faticato – ha osservato – a trovare qualcosa di comparabile a quello che, con la comprensione dei ministri che non erano tenuti, faremo”. Il presidente ha rivendicato quello che è stato fatto per eliminare privilegi della cosiddetta casta, dicendosi sicuro che “nessuno dei critici della castology” se ne sia accorto: ovvero il tetto di 305 mila euro per i vertici della pubblica amministrazione  “e la riduzione del numero di auto blu”che comunque resta sconfinato.

 

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