18 senatori della maggioranza per Senato elettivo

Trentacinque senatori, di cui 18 della maggioranza hanno depositato un sub-emendamento che ripropone il Senato elettivo. A rischio non è tanto il voto in Commissione quanto quello in aula. Si apprende che oltre all’emendamento sull’elezione diretta del Senato, ne sono stati presentati altri, per un numero complessivo di 14 proposte. Esse si riferiscono agli emendamenti presentati dai relatori in Commissione Affari costituzionali del Senato, e saranno quindi votati in quella sede, dove la maggioranza non ha problemi a prescindere dall’accordo con Fi e Lega. I problemi potrebbero sorgere in Aula, dove il governo Renzi ha ottenuto 169 voti al momento della fiducia. Se i 18 non votassero diventerebbero determinanti i voti degli altri partiti. Tra questi emendamenti uno ripristina quasi il bicameralismo perfetto attribuendo al Senato poteri legislativi non solo sulle riforme costituzionali ma anche su una serie di altre materie che potrebbero essere ampliate. Parliamo dei rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni; la condizione giuridica dello straniero, le libertà personali; la libera manifestazione del pensiero; le garanzie processuali; la tutela della salute; diritti politici e sindacali; casi di incandidabilità, ineleggibilità e conflitto di interessi; norme sul referendum, il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti, la magistratura ordinaria, il Csm; l’esercizio della giurisdizione; la Corte costituzionale. Inoltre per tutte le altre leggi approvate solo dalla Camera, se il Senato chiederà modifiche con una determinata maggioranza, Montecitorio potrà respingere tale richiesta solo con una identica maggioranza.

Marco Novellino

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