Vaccini: ok Cdm al decreto. Obbligo da 0 a sei anni, 12 quelli obbligatori

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. I vaccini obbligatori saranno dodici per l’età che va da 0 a sei anni. In sostanza, per gli asili nido e le materne. Previste multe pesanti, fino a 7.500 euro, per i genitori che non vaccineranno i figli. Non solo: chi violerà l’obbligo sarà segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.

‘Superare le difformità a livello regionale e dare un’ unica linea di indirizzo. Questo l’obiettivo del decreto approvato oggi, con cui abbiamo allargato a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l’iscrizione a scuola’, ha affermato il ministro della salute Lorenzin al termine del Cdm.  Alcune misure del decreto sui vaccini sono state approvate dal Consiglio dei ministri salvo intese,  ha aggiunto: ci sono ancora dei nodi che tecnicamente stiamo cercando di risolvere.

 Vogliamo aumentare la copertura vaccinale in tutto l’arco della vita del ragazzo. Nel percorso scolastico si interviene per verificare che la copertura sia avvenuta e laddove non lo sia stato per mettere in campo una serie di misure che siano piuttosto stringenti nei confronti della famiglia e mettano in sicurezza la comunità scolastica. Queste azioni ci permettono di alzare rapidamente il livello di copertura in tutta la comunità e mettere in sicurezza tutta la popolazione, ha sottolineato Lorenzin. La scuola avrà l’obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l’Asl avrà l’obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c’è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum” ha aggiunto.

Lorenzin ha annunciato, inoltre, che si sta valutando l’obbligo per gli operatori sanitari.  La questione dell’obbligo delle vaccinazioni per gli operatori sanitari sarà un altro aspetto che potremmo inserire nella fase parlamentare. E’ un problema ed infatti proprio gli operatori sanitari sono molto colpiti dai contagi in ospedale.

Ecco tutte le novità per le famiglie:

L’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola scatterà dal prossimo settembre per la fascia di età 0-6 anni, ma questa strada dell’obbligo riguarda l’intero arco da 0 a 16 anni anche se con modalità diverse. In concreto, ha chiarito Lorenzin,  da 0 a 6 anni se non si rispetta l’obbligo di vaccinazione il bambino non potrà entrare a scuola.

Si tratta dunque dell’accesso ad asili nido e scuole materne. Invece, dai 6 ai 16 anni,  ha affermato,   scattano una serie di misure: si dovrà cioè presentare alla scuola il certificato di vaccinazione; se non lo si presenta, il dirigente scolastico farà una segnalazione alla asl, la quale contatterà la famiglia e darà un arco di tempo nel quale effettuare la vaccinazione al proprio figlio. Se i genitori dovessero rifiutare la vaccinazione, ci saranno una serie di sanzioni molto pesanti.

 Per la scuola dell’obbligo la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell’autorità scolastica sanzioni dalle dieci alle trenta volte maggiori di quelle esistenti, ha spiegato il premier.  I genitori che non vaccineranno i figli per l’accesso a scuola dai 6 ai 16 anni incorreranno in una multa che va da 500mila a 7.500 euro. Sanzioni che saranno comminate dalle Aziende Sanitarie.

Il  genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.  Le misure del decreto, afferma il ministero della salute, entrano in vigore dal prossimo anno scolastico

Vogliamo aumentare la copertura vaccinale in tutto l’arco della vita del ragazzo. Nel percorso scolastico si interviene per verificare che la copertura sia avvenuta e laddove non lo sia stato per mettere in campo una serie di misure che siano piuttosto stringenti nei confronti della famiglia e mettano in sicurezza la comunità scolastica. Queste azioni ci permettono di alzare rapidamente il livello di copertura in tutta la comunità e mettere in sicurezza tutta la popolazione, dice Lorenzin. La scuola avrà l’obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l’Asl avrà l’obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c’è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum.

Sono 12 le vaccinazioni che da settembre saranno obbligatorie per l’iscrizione a scuola nella fascia 0-6 anni, ovvero per gli asili nido e le scuole materne.

Si tratta delle 4 vaccinazioni ritenute fino ad oggi obbligatorie, alle quali se ne aggiungono altre già previste nel nuovo Piano nazionale vaccini 2017-19, che ne contempla la gratuità.

Le 4 vaccinazioni già oggi obbligatorie sono:

– antidifterica,

– antitetanica,

– antipoliomelitica

– antiepatite virale B.

A queste vaccinazioni si aggiungono:

– l’anti-pertosse,

– l’anti- meningococco B

– l’anti-meningococco C,

– l’anti-morbillo,

– l’anti-rosolia,

– l’anti-parotite,

– l’anti-varicella

– il vaccino contro l’Aemophilus influenzae.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ha comunque precisato che non si tratta di 12 vaccinazioni da fare singolarmente, poichè alcune vengono effettuate in gruppo. Quanto alla copertura economica per l’estensione dell’obbligo vaccinale fino a raggiungere la copertura ottimale del 95%, gli stanziamenti sono già previsti dal nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19. Sono stanziati 413 milioni di euro per il triennio 2017-19. E’ infatti questa la stima dei maggiori oneri derivanti dall’inserimento nel Piano delle nuove vaccinazioni previste per le varie fasce di eta’.

Lo stanziamento di tali fondi e’ previsto nella Legge di bilancio 2017. Il finanziamento, si legge nel Piano, e’ pari a 100 milioni di euro nel 2017, a 127 milioni di euro nel 2018 e a 186 milioni di euro a decorrere dal 2019, stanziati dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232, nell’ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ove e’ prevista una specifica finalizzazione, a titolo di concorso al rimborso alle regioni per l’acquisto dei suddetti vaccini. D’accordo con i produttori, si sottolinea pero’ nel Piano, potrebbero essere individuati meccanismi negoziali che permettano, ad esempio, di diminuire il costo unitario del vaccino in proporzione al raggiungimento di tassi di copertura progressivamente piu’ elevati. In tal modo, si raggiungerebbe il risultato di incentivare l’obiettivo di copertura anche con una diminuzione del costo di approvvigionamento del vaccino.

 

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