M5S. Castaldi: “Non ho votato Grasso, ma ho pianto molto”, Fattori “Ho votato per seguire l’assemblea”

18 marzo 2013

Fortuna che i voti sono segreti altrimenti si scoprirebbero tutti gli ‘altarini’ dei grillini, i senatori del M5S sono tutti pronti a giurare che non hanno votato Grasso, beh allora è stato eletto per magia. Il primo a giurare di non aver votato è Gianluca Castaldi. “Io non ho votato! Non ho partecipato, insieme ad altri cittadini senatori del M5S, al voto per la elezione del presidente del Senato. Come si dice in gergo, non ho risposto alla ‘chiamà’”.  Così scrive sul Facebook, il senatore del M5S, che precisa: “Non condanno, sia bene chiaro, quanti del M5S hanno votato Grasso. Hanno avuto le loro buone ragioni”. Castaldi confessa di aver fatto la sua proposta di non entrare in aula e di aver comunque sentito il disagio di un scelta difficile: “Io ho pianto tanto, tantissimo… ed alla fine non me la sono sentita di scambiare la mia onestà per votare il meno peggio, con il dovuto rispetto per il magistrato Pietro Grasso!”. Il senatore piange per non votare, ma non piange nel constatare la condizione, sempre più critica, degli italiani?.

 

Fattori, “ Ho votato Grasso, ma per seguire l’assemblea”.  L’unica grillina che ammette di aver votato Grasso, è Elena Fattori e dove l’annunciato? Beh ovviamente su Facebook:  “Credo si fosse già capito dai post precedenti ma ora lo dichiaro a chiare lettere: io ho votato Grasso. L’ho votato però, molto sinceramente, convinta di adeguarmi alle indicazioni dell’assemblea”. Lenea si adegua con l’assemblea, non con la sua testa e i suoi pensieri, questi sono i senatori che governano e guidano i cittadini, persone che seguono il gregge come pecore e non i propri ideali.

 


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Il mondo intero e soprattutto l’Occidente con in testa le NU, sembrano aver dimenticato l’Iraq, l’antica Babilonia, quella che una volta era la terra magica sorgente sulle rive del Tigri e l’Eufrate, con la sua gente e il suo immenso patrimonio d’arte, lasciandoli in preda alla furia vandalica ed iconoclasta di un nuovo e più pericoloso radicalismo islamico che non ha precedenti nella storia recente. Opere d’arte, condensati di storia e vestigia di culture millenarie andate in fumo in nome di un nuovo radicalismo spietato ed iconoclasta musulmano. E’ così che il 24 luglio scorso i seguaci del nuovo Califfato, che impongono in modo monopolistico ed intollerante la loro …

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