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Legge elettorale: il governo pone la fiducia

Ieri sera vagliando i circa 200 emendamenti, i capigruppo di Pd, Fi, Lega e Ap hanno constatato che si andava incontro a circa 100 possibili voti segreti;, molti dei quali sarebbero stati evitati con due emendamenti ‘canguro’ presentati da Pd e Ap. Ma per evitare ogni rischio, su input anche del segretario Dem Matteo Renzi, i capigruppo della maggioranza di governo  si sono decisi a puntare alla fiducia. Un incontro con gli esponenti di Mdp per chiedere di rinunciare ai voti segreti sugli emendamenti era infatti finito in malo modo. Già ieri il capogruppo della Lega, Massimiliano Fedriga, in una dichiarazione, aveva dato il via libera, e altrettanto aveva fatto Renato Brunetta con Rosato.

Stamattina, dunque, Rosato ha annunciato la richiesta a Gentiloni di porre una fiducia ‘tecnica’ sul Rosatellum 2.0, a cui hanno risposto esprimendo ‘comprensione’ Brunetta e Giancarlo Giorgetti per la Lega. All’ora di pranzo è stato convocato il Consiglio dei ministri che ha autorizzato la fiducia (in tre tranche) che sarà posta nel pomeriggio. Un passo non pacifico visto che anche nel Pd ‘perplessità’ è stata espressa da Gianni Cuperlo, Vannino Chiti ed Enzo Lattuca, dell’area Orlando. Contrarissimi tutti i partiti che si oppongono alla Legge: Francesco Laforgia (Mdp), parla di ‘atto di protervia’, Simone Valente (M5s) di ‘atto eversivo’, e Giorgia Meloni si è appellata a Mattarella.

Ovviamente il Presidente della Repubblica non può entrare nella sfera delle competenze del Presidente della Camera, ma ha fatto comunque trapelare di considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale che abbia ampio consenso, sottolineando che la fiducia rientra nel rapporti tra Parlamento e Governo.

In seguito il governo pone nell’Aula della Camera la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale come   ha comunica all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro.

Mentre i deputati di maggioranza restavano immobili, quelli di M5S hanno urlato sventolando le copie del regolamento di Montecitorio: uno di questi volumi è stato lanciato al centro dell’Emiciclo da Danilo Toninelli di M5S mentre i suoi colleghi gridavano e fischiavano e Carla Ruocco sbatteva sul banco la ‘ribaltina’ di legno, per fare rumore. All’estrema sinistra, stesse urla, con i deputati MDP e Si tutti in piedi a battere sui banchi in segno di protesta. Dal banco della commissione Ignazio La Russa (Fdi) ha alzato un cartello con la scritta ‘Hablamos’, parliamo, leitmotiv della campagna unionista della Catalogna.

Saranno tre le fiducie, sui primi tre articoli dei cinque di cui si compone la legge elettorale, che saranno votate da domani nell’Aula della Camera. Due si voteranno domani, la terza giovedì. Lo hanno deciso i capigruppo di Montecitorio. La prima fiducia, sull’articolo uno si voterà dunque dalle 15:45; le dichiarazioni di voto avranno inizio dalle 13:45. La seconda fiducia, sull’articolo 2 sarà votata dalle 19:30 (dichiarazioni di voto dalle 17:30). La terza fiducia, sull’articolo 3 si voterà giovedì dalle 11 (dichiarazioni di voto dalle 9). Dalle 13 in poi di giovedì saranno esaminati dall’Assemblea di Montecitorio gli altri due articoli del testo, su cui insistono una ventina di emendamenti, tutti da esaminare a scrutinio palese. A seguire, presumibilmente nella stessa giornata di giovedì, si esamineranno gli ordini del giorno e ci saranno le dichiarazioni di voto finali ed il voto finale: questa ultima votazione in base al regolamento di Montecitorio, è ‘secretabile’.

‘Da domani iniziano i voti di fiducia in Aula alla Camera. Poi il voto finale sarà segreto. Più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la Legge. Noi dentro, voi fuori. E’ il momento di fermare questa vergogna. Pacificamente, ma come popolo’,  scrive il leader M5s Luigi Di Maio sul blog di Grillo, chiamando i militanti a una manifestazione a Roma contro la legge elettorale. Appuntamento domani alle 13 a piazza Montecitorio. Potrebbe esserci anche Beppe Grillo domani, davanti al Parlamento, a manifestare contro la legge elettorale. La presenza del fondatore del Movimento non è, infatti esclusa da alcuni rappresentati del M5s. Il garante del Movimento era comunque atteso a Roma nei prossimi giorni, anche in vista dell’evento organizzato a Marino per la proclamazione del candidato governatore M5s per il Lazio.

Sinistra in piazza domani contro la fiducia chiesta dal governo per approvare il Rosatellum Bis. Lo comunica Arturo Scotto (Mdp) in Transatlantico. Stiamo ragionando assieme a tante forze di sinistra,  annuncia Scotto,   per manifestare domani al Pantheon, alle 17,30, contro questa decisione del governo di mettere la fiducia. All’iniziativa parteciperà anche Tomaso Montanari e Anna Falcone, animatori dell’assemblea del Brancaccio.

Alessandro Di Battista scende in piazza per protestare contro la legge elettorale ma a Montecitorio ad attenderlo ci sono i sostenitori dell’ex generale Pappalardo, gli attivisti del Movimento liberazione Italia, che non gradiscono la sortita del deputato pentastellato. Fischi e grida hanno investito il deputato che era uscito davanti a Montecitorio per incontrare i manifestanti che protestavano e tentare un dialogo. ‘Non so chi ha convocato questa manifestazione…’,  ha esordito Di Battista e dalla piazza è arrivata subito una secca presa di distanza: ‘L’ha convocata il generale Pappalardo e siamo qua perché siete abusivi. Poi arrivano gli inviti, non troppo cortesi, a farsi da parte: ‘Hai rotto il c…’, ‘dimettiti’ gli urlano i manifestanti fino a quando Di Battista è costretto a lasciare il campo.

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